Breve chiacchierata con Max Papeschi

max papeschi

Il clamore mediatico sollevato da una sua opera gigante affissa sulla facciata di un palazzo nel centro di Poznan in Polonia lo proietta sulla scena internazionale, fu il primo rientro in Polonia di una svastica dopo la fine della seconda guerra mondiale, rendendolo in pochissimo tempo uno degli artisti italiani più conosciuti all’estero.

Anche se molto si è scritto su di lui, noi , abbiamo deciso di fare qualche domanda a Max

Quando hai deciso che l’arte sarebbe entrata nella tua vita?

Non l’ho mai deciso, è successo e basta, credo che questo sia uno dei miei punti di forza.

Tra i tuoi collezionisti ricordiamo i Ramones, che rapporto hai con i tuoi estimatori?

Ho un bellissimo rapporto: è grazie a queste persone che posso realizzare le mie idee e vivere di queste.

Il tuo lavoro è stato apprezzato anche in ambito musicale come la nuova formazione dei Devo, qual’è secondo te il punto di contatto tra la musica e la tua arte ?

Sono entrambe due espressioni del pensiero e delle emozioni umane. Nel caso della mia collaborazione con Gerald Casale, la sua canzone e le mie opere si sono incontrate subito, perché nascono dalle stesse idee riguardo al presente e parlano delle stesse preoccupazioni.

Dieci anni di successi in ambito professionale, hai dei suggerimenti?

Ne ho due, il primo è di non dire mai tutto quello che sai.

Possiamo dire che sei un precursore dei Meme?

Spero di no, non amo molto i meme nell’arte perché durano poco, io cerco di fare cose che durino nel tempo, che poi ci riesca è tutto da dimostrare naturalmente.

Sei in grado di darci un numero esatto di tutte le copertine in cui i tuoi lavori digitali sono stati pubblicati?

Non saprei, penso una ventina.

Quanto conta la comunicazione oggi?

La comunicazione conta oggi come contava nel passato, è cambiata la forma non il contenuto.

Che differenza trovi tra Italia e Estero quando parliamo di percezione dell’arte?

Non ne trovo, varia a seconda delle persone più che dei paesi.

Come scegli i protagonisti delle tue opere?

Ho la sensazione che siano loro a scegliere me.

Grazie per il tuo tempo , a presto Max

Paola Fiorido, Alessio Musella

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