Marc Chagall

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Marc Chagall
Pittore russo nacque a Lézna nel 1887.
Definito da Henry Miller  come “Il poeta con le ali da pittore”, fino alla morte si circondò di poeti e pittori.
Sempre molto dubbioso nei confronti delle teorie pittoriche, si disgiunse da esse; sfuggì in tal modo a cubismo e surrealismo.
Rispetto ad altri pittori non creò mai una sua scuola.

All’età di vent’anni giunse a San Pietroburgo, descrivendone i primi giorni , raccontò: “Non avevo i mezzi per affittare una stanza; dovevo accontentarmi degli angoli delle stanze.

Non avevo neanche un letto; dovetti dividerne uno con un operai.. Era così gentile da appiattirsi contro il muro per lasciarmi un po’di spazio”.
In tal luogo, sognò un angelo che ispirò il dipinto: “L’apparizione, Autoritratto con musa”.
I dipinti dell’artista sono intrisi di mitologia, derivante dalle origini di ebreo russo dello stesso.
Sentimenti quali l’evocazione del passato e la malinconia trovarono manifestazione in Viterbek , sua città natia, nei piccoli e grandi accadimenti della vita di tutti i giorni, nella gente umile e nel ghetto.
Da qui,  gli argomenti di nascita, amore, matrimonio e morte.

Trasferitosi a Parigi, nonostante gli incentivi derivati da essa, la fedeltà alle proprie origini rimase ben salda, insieme alla gioia nel divulgare favole e al legame inscindibile fra Dio e l’uomo.
Il mondo che Chagall riproduce è legato a un quotidiano, in cui meraviglia e stupore regnano indiscussi.
La sua arte racconta però anche le umiliazioni subite dal popolo ebraico, del quale fu spettatore nel periodo della Russia zarista.
I molteplici aspetti della tradizione ebraica lo influenzarono per tutta la vita, ciò è reso evidente dall’interesse verso la Bibbia, provato da svariate litografie e dipinti a sfondo biblico.

Terminati gli studi a San Pietroburgo, nel 1919 si insediò a Parigi dove scoprì il dinamismo autonomo del colore, che divenne in seguito struttura del proprio schema compositivo.
Entrò in contatto con il cubismo, ne studiò i problemi, ampliando così la sua personale arte pittorica e, si dissociò dal cubismo che rimase fermo a paesaggi, nudi e nature morte.

Occorre sottolineare quanto le regole tipiche del cubismo mal si adattarono all’anima sognante del nostro artista, il quale andò a fondere sogni, visioni e disegni causati da impulsi irrazionali.
I colori di Chagall palpitano di una luminosità incredibile (famosissimo il blu di Chagall).

“ Sono finiti i bei tempi andati” affermò Chagall “quando l’arte si nutriva esclusivamente della realtà esteriore, un mondo fatto di forme, linee e colori.

Oggi tutto ci interessa”.

Sostenne ardentemente la teoria dell’automatismo, ovvero produrre istintivamente immagini slegandosi da qualsiasi teorizzazione circa l’arte.
Rimase un pittore a sé, sia a Parigi, sia rientrato a San Pietroburgo.
Picasso:Ora che Matisse è morte, Chagall è l’unico pittore a comprendere cosa sia realmente il colore.. Nessuno da Renoir in poi, ha mai avuto il senso della luce che ha Chagall”.
Al momento delle persecuzioni ebraiche, Chagall si dedicò con maggiore intensità a temi biblici, in particolare quello della crocifissione.
Durante la vita divenne padre di ceramiche, sculture, arazzi, mosaici.
Sfuggì all’Olocausto e visse negli Stati Uniti.

“Nonostante tutti i guai del nostro mondo, nel mio cuore non ho mai dato per perso l’amore con cui sono stato allevato o la speranza nell’uomo e nell’amore”.
A dare senso alla vita e all’arte i colori dell’amore.
Figura importante è Bella Rosenfeld, grande amore celebrato in molte delle sue opere.


Chagall si spense nel 1985.
Ad oggi è considerato l’ultimo grande esponente della Scuola di Parigi.

Mara Cozzoli


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