Le tele di Mirella Scotton.

Mirella Scotton

Ha iniziato giovanissima a dipingere  con la pittura ad olio, non è un caso che negli ultimi anni si è dedicata completamente allo studio dell’arte, ed in particolare proprio alla pittura ad olio, concentrandosi sulla ricerca formale e cromatica.
Il suo percorso artistico è fortemente legato ai luoghi vissuti con intensità emotiva e le ferite della sua anima…

Il tuo primo contatto con l’arte?

Accadde all’età di 6 anni, disegnavo in prospettiva senza sapere cos’era.

Quando hai capito che l’arte sarebbe diventata da passione a professione?

Ho compreso subito a 8 anni circa, esposi un quadro a tempera in un bar, il quadro misurava 40×50 il cartello “IN VENDITA” misurava 60×70,

li ero piccola ma con l’andare degli anni un giorno un appassionato d’arte e venditore si accorse di me vedendo una piccola pubblicazione sulla rivista Arte e li cominciò tutto.

La tua prima opera?

La mia prima opera le case di Amsterdam viste in un francobollo e poi dipinte a tempera.

C’è l’ho ancora era il 1968.

Per fare arte , bisogna averla studiata?

Per fare arte bisogna avere qualcosa di speciale, lo definisco un dono, poi se si ha la fortuna di poter apprendere e di studiare è un valore aggiunto, io ho potuto studiarla per conto mio.

Come scegli cosa ritrarre ?

Non scelgo quasi mai cosa ritrarre a volte mi capita di vedere già il quadro fatto nella mia mente ed anche senza volere mi è difficile sfuggire a questa immagine, altre volte comincio e non so come va a finire.

Un aneddoto che ricordi con il sorriso ?

Si una cosa buffa la ricordo sempre nella mia infanzia, quando abitavo al mare c’era un signore anziano tedesco molto scontroso , io cercavo di dipingere copiandolo ma lui si allontanava sempre da me, gli davo fastidio, ma non mollavo aveva dei colori diversi dai miei ed ero curiosa.

Un giorno non lo vidi più ma mi lasciò la sua scatola di colori con un biglietto: fanne buon uso.

Erano i miei primi colori ad olio.

Se potessi incontrare un artista del passato , chi e cosa gli chiederesti?

Gli artisti del passato sono sempre presenti in me, se incontrassi Cloud Monet gli chiederei perché avesse quella fissazione di fermare la luce …se incontrassi Modigliani gli chiederei se avesse veramente trovato l’anima che tanto ha cercato negli occhi degli uomini e donne.

Quanto conta la comunicazione ?

La comunicazione è tutto per un artista, se non riesci a comunicare ci vuole qualcuno che lo faccia per te, ma la comunicazione migliore è quella che rifletti nelle tue opere che devono essere sincere e umili.

Che differenza c’è, nella percezione dell’arte tra Italia e estero?

C’è un po di differenza nella percezione dell’arte tra Italia ed estero, parlo per mia esperienza, in Francia ed in Austria nei weekend molte famiglie si dedicano alle visite nei musei, gallerie, teatri e musica.

C’è una cultura ed un rispetto diverso.

Succede anche in Italia ma è un pò meno sentito.

Spero sia solo una mia impressione.

Ad esempio mi è capitato di vedere all’estero alcuni negozi sfitti che sono stati occupati da artisti e valorizzati.

Qui è difficile che ti lascino un locale senza pagare affitti salati, si preferisce lasciarli alla deriva sporchi, imbrattati di scritte ecc.

Cos’è per te l’arte?

L’arte per me è il mio rifugio, è la mia casa, la mia famiglia è ciò che amo , mi ha salvato in situazioni brutte e difficili ma è anche la mia battaglia, è anche dolorosa e a volte fa male.

Cosa ti aspetti da un curatore ?

Da un curatore mi aspetto che ascolti, che il suo cuore batta forte che sia sincero, che senta il motivo di una pennellata sbagliata, che comprenda cosa spinga un pittore ad esporsi e far vedere a tutti la sua anima completamente nuda.

Cosa chiedi ad un Gallerista ?

Ad un gallerista chiedo la sua esperienza nel valutare , di lanciare il prodotto e di vedere anche l’artista che alle spalle non ha nulla perché dal nulla tutto si crea. (E potrebbe essere la sua fortuna).

Quanto contano per te la luce e il colore?

La luce è come il buio lo stesso mistero , come la vita è la morte sono la stessa cosa misteriosa. Posso prediligere i colpi di luce accecante come le ombre all’imbrunire. La bellezza è ovunque si sappia vedere.

I colori sono importanti io a volte ne uso 2 o3 per fare tutto il quadro bisogna saper dosare e vedere con occhi diversi anche se non corrisponde a realtà.

Grazie Mirella per il tempo a noi dedicato

Alessio Musella

Artista presente nel progetto ART ON BAG della Fondazione Mazzoleni

Artista segnalata da Artonline20

Rimani Aggiornato

Iscriviti alla Nostra Newsletter