MandelliArte presenta: “Radici” di Giovanni Sesia dal 28 gennaio al 31 marzo 2023.

MandelliArte
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Autore: Giovanni Sesia

Titolo: Radici

Quando: dal 28 gennaio al 31 marzo 2023

Dove: MandelliArte, via Nazario Sauro 23, Verano Brianza

Inaugurazione: 28 gennaio 2023 dalle ore 11,00

Non è la prima volta che MandelliArte dedica i suoi spazi alla promozione delle opere di Giovanni Sesia.

La mostra che si inaugura il 28 gennaio prende le mosse da una ricorrenza privata: ricorrono infatti cinquant’anni dalla morte del padre del gallerista Sergio Mandelli, di nome Alfredo, scomparso a soli 48 anni.

Secondo le parole di Sergio, che è anche curatore della mostra: “Avendo avuto la fortuna di ereditare il suo album di foto, sono stato in grado di ricostruire le tappe fondamentali della sua vita.

Attraverso la vicenda biografica di un uomo, in questo caso mio padre, si è pensato di allargare lo sguardo ad un orizzonte più vasto ripercorrendo una storia collettiva che ha coinvolto milioni di persone, per scoprire ancora una volta che indagando il particolare si può esprimere l’universale.

Partendo dal titolo “Radici”, Sesia a voluto interpretare alcune immagini del mio album di famiglia rielaborandole attraverso il suo stile e la sua tecnica, pittura su base otografica, dalle caratteristiche che lo rendono inconfondibile.

Ma poi la riflessione su cosa è “radice” si è spostata necessariamente ad una dimensione più vasta.

Radici sono le cose, gli oggetti che sono invecchiati con noi, che conservano la memoria di vicende intime, e perciò preziose.

E le “radici” sono anche quelle del paesaggio nativo, le strade e le terre percorse da bambini, che diventano un patrimonio incancellabile della identità del singolo.

In particolare l’attenzione si è soffermata sul gelso, albero fondamentale del paesaggio padano.

Allargando ulteriormente il senso, nella parola “Radici”, è compreso anche il nostro retaggio culturale.

Sesia ha dedicato una serie di opere dai caratteri molto decisi al patrimonio artistico italiano, visto attraverso alcuni capolavori della scultura classica.

Sono state perciò interpretate opere del Bernini e del Giambologna, ma anche di artisti meno noti, testimoni comunque del grande sapere artistico che da secoli caratterizza la civiltà italiana.”

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