Leonardo in cucina…

Leonardo da Vinci
Leonardo da Vinci

Sono molti i campi a cui Leonardo da Vinci dedicò i suoi studi, ma pochi sanno della passione smisurata che ebbe per la cucina fin da piccolo.  

La madre di Leonardo, Caterina, sposò il vecchio pasticcere in pensione Piero del Vacca, soprannominato “Attacca briga” per il suo carattere fumantino, che insegnò a Leonardo bambino a conoscere i dolci e a prepararli, così egli poté crescere creando modellini di marzapane che lo fecero appassionare all’arte culinaria sempre di più. 

Con l’amico Sandro Botticelli, un Leonardo da Vinci ormai più che ventenne decise (in seguito ad un’esperienza come cameriere e, per un breve periodo, di chef con tanto di menù ad hoc nel locale fiorentino chiamato “le Tre Lumache” che nell’estate del 1478, in seguito ad una lite fra bande fiorentine rivali, la famosa Taverna prende fuoco. Leonardo, col suo amico Sandro, la rileva e apre la Taverna delle Tre Rane di Sandro e Leonardo”; si racconta infatti che egli amasse le rane in modo particolare e che da piccolo fosse solito catturarle e creare un bacino artificiale in modo da poterle studiare con attenzione.

Leonardo era affascinato dal salto della rana che “caricava a molla” per lanciarsi in un salto che definiva “sproporzionato” e affascinante nello stesso tempo.

La locanda purtroppo non ebbe vita lunga, in quanto i clienti non apprezzarono mai lo strano ed impegnativo menù scritto per giunta da destra a sinistra.

Nella sua, seppur fallimentare, esperienza in cucina, si accorge però che c’è necessità di un supporto, qualcosa che aiuti lo chef mentre è intento a fare altre cose, per accelerare il suo lavoro.

E così che pensa ad alcune “macchine” utili nel lavoro in cucina, e forse è in questa occasione che inizia a disegnare alcuni piccoli macchinari in grado di evitare al lui difficoltà e aumentare la produttività del tempo: progetta un piccolo macinapepe, un affetta uova a vento, un girarrosto meccanico dotato di eliche che girano con il calore della fiamma è stato realizzato per le cucine della villa medicea La Ferdinanda ad Artimino e persino l’antenato del cavatappi, il frullatore. …..

Una cosa è certa: Leonardo non rinunciò mai del tutto alla sua passione gastronomica.

Artae Misia

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