Rubens vs Warhol:
Rubens non è stato solo un artista immenso; è stato il primo vero Manager, Imprenditore e Art Dealer della storia moderna.
Se pensate che la Factory l’abbia inventata Andy Warhol, siete fuori strada di quattro secoli: Rubens aveva già messo in piedi una macchina da guerra nel cuore del 1600.
Per sbaragliare la concorrenza e soddisfare i grandi committenti, Rubens non perdeva tempo.
Creò una catena di montaggio di lusso impiegando i migliori manieristi sulla piazza:
C’era chi era specializzato esclusivamente nelle mani.
Chi si occupava solo di selvaggina e fauna ittica.
Lui metteva il genio, la visione e il tocco finale.
Sapeva vendersi come nessun altro.
Il risultato?
Una dominanza assoluta del mercato.
La storia dell’arte è crudele:
Se sei come Rubens: la fama e i soldi arrivano subito. Vivi nel lusso e tratti da pari a pari con i re.
Se sei come Rembrandt: la fama c’è, ma i conti non tornano.
Finisci con l’ufficiale giudiziario alla porta che ti pignora pure il cavalletto.
Se Rubens era un genio del marketing, Warhol è stato ancora più “Venditore”.


Il suo vantaggio? La tecnologia.
Con la serigrafia industriale ha abbattuto i tempi: a voglia a sfornare opere quando hai il rullo compressore della tecnica dalla tua.
C’è però una differenza etica non da poco: Rubens le sue opere, alla fine, le completava e le controllava.
Warhol ha portato il concetto all’estremo: la stragrande maggioranza delle sue opere non le ha toccate, e molte non le ha nemmeno firmate di suo pugno. Eppure, i numeri gli danno ragione: resta uno degli artisti più venduti della storia.
Alessio Paolo Musella