Ci sono incontri che si esprimono direttamente attraverso i canali universali dell’emozione: la vista e l’udito, l’immagine e il suono.
È da questa sintonia che prende vita il connubio artistico tra Daniela Foresto, raffinata fotografa ritrattista torinese, e Francesco Mazzonetto, brillante e pluripremiato pianista concertista.
Entrambi legati visceralmente a Torino, città di eleganza sabauda, cultura e fermento musicale, i due artisti condividono una missione comune: catturare l’essenza invisibile delle cose e restituirla al pubblico.
Nel mondo di Daniela Foresto, fondatrice della galleria The Portrait in Piazza Gran Madre, la macchina fotografica non è un semplice strumento di registrazione, ma un bisturi dell’anima.
La sua cifra stilistica, particolarmente espressiva nei ritratti in bianco e nero, rifugge la posa artificiosa per cercare la verità nuda e profonda del soggetto, con l’obiettivo di “restituire storia all’umanità” e cristallizzare frammenti di vita che resistono al tempo.
Nei suoi scatti c’è un silenzio denso, un’attesa carica di significato che precede o segue il movimento.



Scegliere di ritrarre un musicista senza la sua estensione naturale, lo strumento, lascia a chi osserva la curiosità di andare oltre, di non fermarsi di fronte a una storia già scritta.
Dall’altra parte c’è la musica, emozionante e profonda, di Francesco Mazzonetto.
Pianista dalla tecnica cristallina e dalla sensibilità interpretativa rara, lodato per la precisione delle ottave, la trasparenza degli acuti e la cantabilità delle zone centrali, Mazzonetto spazia dai capolavori classici alle incisioni discografiche per Sony Music, fondendo i suoi gesti sul palcoscenico in un tutt’uno con le note che danzano sui tasti bianchi e neri.



Quando l’arte visiva di Daniela Foresto incontra l’universo sonoro di Francesco Mazzonetto, accade che la luce scolpita dalla fotografa inizi a dialogare con il volto di Francesco.
È un vero e proprio ponte tra il visibile e l’invisibile, un ritratto d’autore che regala allo spettatore un’esperienza sensoriale totale, in cui ogni scatto suona come una melodia e ogni nota dipinge un paesaggio dell’anima.
A.P.M