Il deserto non è solo un elemento geografico , ma è il cuore pulsante e l’identità profonda della sua cultura, storia e spiritualità del Medio Oriente
Le dune d’oro rappresentate nell’opera di Shutrij raccontano un deserto vissuto come un luogo di purificazione, una prova da superare una rivelazione divina.
Il “grado zero dell’anima”, lo stadio cruciale in cui la consapevolezza deve affrontare la crisi per raggiungere la piena maturità spirituale.

Chi vive il deserto diventa custode delle tradizioni millenarie, di un forte senso di ospitalità e di una profonda saggezza legata alla sopravvivenza.
Il deserto è insieme spietatezza e libertà assoluta.
Le sue distese illimitate simboleggiano uno spazio non vincolato da confini o strutture, un luogo dove l’uomo è in simbiosi con la natura e deve fare affidamento solo sul proprio onore, coraggio e resilienza..
Il deserto raccontato in questa opera è un ambiente naturale ostile e spietato, ma anche sacro e affascinante.
È il luogo dove l’uomo si spoglia delle certezze effimere e impara a conoscere la propria essenza e la grandezza di Dio.
