Gerard Rancinan: “One Shot”.

Rancinan
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Gérard Rancinan è molto più di un semplice fotografo: è un regista della realtà che usa l’obiettivo per creare immagini monumentali, quasi come se fossero quadri del Rinascimento catapultati nel caos moderno.


​Per Rancinan, scattare una foto non significa catturare un istante, ma costruirlo.

Le sue immagini nascono da una preparazione lunghissima: scenografie enormi, costumi elaborati e una cura maniacale per ogni dettaglio.
Non cerca la spontaneità, ma la perfezione di un momento teatrale, dove tutto è studiato per colpire lo spettatore come un pugno nell’occhio.

​Una delle sue firme più celebri è la rivisitazione dei grandi capolavori della storia dell’arte.

Prende opere come La zattera della Medusa di Géricault o La libertà che guida il popolo di Delacroix, l’ultima cena ..e le trasforma in specchi della nostra epoca.

Al posto degli eroi classici ci mette immigrati, icone pop, scarti industriali o personaggi grotteschi, creando un contrasto fortissimo tra la bellezza della forma e la durezza del messaggio.

​Rancinan usa la bellezza e l’eccesso per criticare la nostra società, l’ossessione per il cibo e gli oggetti, la chirurgia estetica e il mito della giovinezza eterna,la velocità del mondo digitale, contrapposta alla solidità della stampa fotografica gigante.

​Le sue opere sono fatte per essere esposte nei musei in grandi dimensioni ( l’ideale e’ proprio la scala 1:1)
Rancinan vuole che tu ti senta fisicamente sovrastato dall’immagine.

Questa grandezza serve a sottolineare che ciò che stiamo guardando non è solo una foto, ma un “monumento” ai vizi e alle virtù dell’essere umano contemporaneo.

​Rancinan è un testimone del nostro tempo che sceglie di non sussurrare, ma di urlare attraverso le immagini, mescolando lo splendore dell’arte classica con la decadenza del presente.

Alessio Musella

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