Lorenzo Marini e il suo “senso” comunicativo.

Cosa succede quando la comunicazione strategica si fonde con l’arte pura e il lusso?
​Succede che i confini crollano.
​È esattamente quello che ha fatto Lorenzo Marini, l’uomo che ha ridisegnato le regole del gioco trasformando la visione artistica in un’esperienza da indossare.
​Prima di conquistare la scena internazionale come caposcuola della Type Art, Marini era già un punto di riferimento assoluto nell’advertising italiano.

Attraverso il suo Lorenzo Marini Group, ha curato concept, posizionamento e campagne per brand del calibro di XCONCEPT e The Bridge.

Per lui la moda non è mai stata una semplice manifattura o una tendenza passeggera, ma un vero e proprio linguaggio culturale che esige un’identità visiva rigorosa e un’architettura di marca solida.
​Negli ultimi anni, quell’intuizione ha valicato i confini della tela per fondersi direttamente con il design di alta gamma attraverso il concetto di Wearable Art.

Pensa alla capsule collection realizzata con la maison Deglupta e presentata sotto i riflettori del Festival di Cannes: qui la celebre Type Art impreziosisce borse e accessori in pelle, trasformandoli in pezzi unici interamente dipinti a mano.

È l’addio definitivo alla serialità industriale per abbracciare l’unicità irripetibile del gesto pittorico.
​Il filo conduttore di questo sodalizio è uno solo: la contaminazione totale.
​Per Marini l’arte non deve restare intrappolata tra le pareti asettiche di una galleria, e la moda non è solo abbigliamento.

Entrambe utilizzano il colore, il ritmo visivo e lo spazio per dialogare con le persone, portando l’esperienza estetica dritta nella vita di tutti i giorni e trasformando un semplice segno grafico in uno stile di vita dinamico, vivo e contemporaneo.

A.P.M.

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