In questa sua scultura Daniele Fortuna ci offre la sua visione di Apollo.
Non il pallido eroe marmoreo della tradizione, ma una presenza , tinta di un verde che evoca freschezza e rinascita.
La scultura non è un reperto, è un organismo vivente.
E sono proprio le ferite dorate, le applicazioni di foglia d’oro sulla chioma ribelle, sulla fronte e sul basamento, a definirne l’essenza.
Questo oro non è semplice decorazione, è il tessuto connettivo di una narrazione più profonda.
Come Platone insegnava e come Fortuna traduce in materia, l’armonia dei suoni è l’ordine dell’universo.
E qui, l’oro diviene la cristallizzazione di quella vibrazione divina.
La musica, oro dell’anima, si fonde con la forma, trasformando il busto in un concerto silenzioso.
Ogni foglia d’oro è una nota, ogni crepa una pausa, ogni colore un’emozione.
Apollo di Daniele Fortuna non è solo da guardare, è da ascoltare.
Un’opera che ci invita a cercare, nel riflesso di questo metallo prezioso, l’eco della nostra stessa armonia interiore. Un canto che risuona nel colore
Alessio Paolo Musella