Kammouli: la sinfonia dell’arte.

Kammouli
Kammouli

Ci sono artisti per cui l’arte non è una scelta terapeutica o una carriera pianificata, ma una vera e propria seconda natura.
Kammouli ( aka Kamal Musallam) e’ un artista che ha iniziato a dipingere prima ancora di averne memoria che oggi vede l’arte non come una professione, ma come un modo di vivere e di percepire il mondo.
​Cresciuto lontano dalle accademie tradizionali ma guidato dal talento di famiglia e da mentori preziosi, l’artista ci accompagna in un viaggio intimo tra le sue fonti di ispirazione: dai motori dell’infanzia alla folgorazione per il chiaroscuro di Caravaggio.
In questa chiacchierata scoprirete una visione poetica e disarmante, dove la pittura dialoga con la natura e l’arte si nasconde persino nei gesti più quotidiani. Un invito a riscoprire la freschezza dello sguardo espressivo, capace di andare oltre la pura tecnica.
​Buona lettura

Il tuo primo contatto con l’arte?

Mia madre mi ha raccontato che quando avevo circa 3 anni, ha iniziato a darmi pennarelli colorati e io disegnavo sulle gambe… quella è stata la mia prima tela. Se lo ricorda bene, perché doveva pulirmi di continuo. Comunque, mi piaceva molto disegnare macchine, trattori, camion e anche volti.

Quando hai capito che l’arte sarebbe passata da passione a professione?

Non è mai stata solo una passione, è diventata una seconda natura. Disegno da quando ho memoria. Disegno sempre.

Anche quando ho iniziato a vendere le mie opere e a guadagnare, non ho mai capito come l’arte potesse diventare una professione nel mio caso. Sono fatto così, e non credo che cambierà mai.

La tua prima opera?

Automobili di ogni tipo

Bisogna studiare arte per crearla?

Non ho mai frequentato una scuola d’arte. Ma i miei genitori mi hanno sempre guidato, dato che entrambi disegnano. Il mio professore di arte alle elementari e alle superiori, Hafiz Kassis, che era anche un artista accademico, mi ha sempre sostenuto molto, aiutandomi a perfezionare la mia tecnica con diversi materiali.

Come scegli cosa ritrarre?

La mia ispirazione proviene da diverse fonti… può essere qualcosa che ho visto, un oggetto, una persona, una scena naturale o persino una scena televisiva… oppure può essere l’espressione di una storia che ho vissuto personalmente o che ha vissuto qualcuno a me caro.

Un aneddoto che ricordi con un sorriso?

Picasso: “Ci ho messo quattro anni per dipingere come Raffaello, ma una vita intera per dipingere come un bambino”.

Se potessi incontrare un artista del passato, chi e cosa gli chiederesti?

Difficile scegliere, ma probabilmente Caravaggio, e gli chiederei di insegnarmi di più sul chiaroscuro.

Se ti incontrassi a 18 anni, che consiglio ti daresti?

Disegna di più ed esplora più colori, luci e ombre… continua a sviluppare il tuo tratto, finché non potrai dimenticarti di te stesso e il tuo tratto diventerà “più” espressivo con meno “tecnica” e meno “lavoro”

Quanto è importante la comunicazione?

È l’essenza per rimanere “vivi” e “in salute”. Non significa comunicare solo con gli esseri umani, però… può essere con la natura, gli animali, l’universo… o persino oltre!

Qual è la differenza nella percezione dell’arte tra l’Italia e l’estero?

Credo che gli italiani siano andati molto oltre nello sviluppo delle loro capacità tecniche rispetto a chiunque altro!

Cos’è l’arte per te?

È uno stile di vita. Non è solo dipingere. L’arte è in ogni cosa, persino nell’allacciarsi le scarpe!

Cosa ti aspetti da un curatore?

Un buon occhio, conoscenza dell’arte, sufficiente pazienza prima di emettere giudizi, pensiero strategico e consigli molto saggi.

Tutto questo insieme lo definisco “una guida creativa intelligente”.

Cosa chiedi a un gallerista?

Un buon posizionamento delle mie opere. Una buona illuminazione. Spazio sufficiente tra le diverse opere e conoscenza dell’arte che rappresentano.

    Quanto sono importanti per te la luce e il colore?

    Attraverso la luce posso vedere… Attraverso i colori posso sognare.

    Grazie del tempo a noi dedicato Kamal,

    Alessio Paolo Musella

      English Version

      There are artists for whom art isn’t a therapeutic choice or a planned career, but a true second nature.
      Kammouli (aka Kamal Musallam) is an artist who began painting before he could even remember, and today sees art not as a profession, but as a way of living and perceiving the world.
      Raised far from traditional academies but guided by his family’s talent and precious mentors, the artist takes us on an intimate journey through his sources of inspiration: from the engines of his childhood to his fascination with Caravaggio’s chiaroscuro.
      In this conversation, you will discover a poetic and disarming vision, where painting dialogues with nature and art hides even in the most everyday gestures. An invitation to rediscover the freshness of an expressive gaze, capable of going beyond pure technique.
      Enjoy the read.

      Your first contact with art?

      My mother told me that when I was about 3 years old, she started to give me colored pens and I used to draw on my legs…that was my first canvas – she remembers well as she had to clean me all the time. However, I was a big fan of drawing cars, tractors, trucks and also faces.

      When did you realize that art would go from a passion to a profession?

        I was never just a passion, as it became a second nature. Since a time that I don’t remember I draw. I always draw. Even when I started to sell my artwork and make money, I could never understand how art can be a profession in my case. It’s just me, and I don’t think this will ever change.

        Your first work?

          automobile of all kinds

          Do you have to study art to create it?

            I never went to an art school. But my parents were always guiding me as they both draw. And my art professor in my elementary and high school “Hafiz Kassis”, who is an acamedic artist, was always a big supporter in helping polish my technique with different mediums.

            How do you choose what to portray?

              my inspiration comes from a variety of sources…it can be something that I saw, an object, a person, a natural scene or even a TV scene…or it can be an expression of a story that personally lived or someone close to me lived.

              An anecdote you recall with a smile?

                Picasso
                “It took me four years to paint like Raphael, but a lifetime to paint like a child”

                If you could meet an artist from the past, who and what would you ask for?

                  very hard to chose, but probably Caravaggio and ask him to teach me more about Chiaroscuro

                  If you met yourself at 18, what advice would you give yourself?

                    draw more and explore more colors, light and shadow…keep developing your stroke, until you can forget yourself, and your stroke becomes “more” expressive with less “technique” and less “work”

                    How important is communication?

                      it is the essence for staying “Alive” and “Healthy”. It doesn’t mean communicating only with humans though…it can be with nature, animals, the universe…or even beyond!

                      What is the difference in the perception of art between Italy and abroad?

                        I think Italians went much further in developing their technical abilities than anywhere else!

                        What is art for you?

                          It’s a way of life. It’s not only painting. Art is in everything, even in tying your shoes laces!

                          What do you expect from a curator?

                            A good eye, knowledge of art, enough patience before making judgements, strategic thinking, and very wise advices. All together I call it “smart creative guidance”.

                            What do you ask of a gallery owner?

                              Good positioning of my art pieces. Good lighting. Enough space between different artworks and knowledge about the art they present.

                              How important are light and color to you?

                                Through light I can see… Through colors I can dream!

                                Thank yoy very much for your time

                                Kamal

                                Alessio Paolo Musella

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