Immagine di GiGro, testo di Francisco Soriano.

Francisco Soriano
Francisco Soriano

…che sia – con il prisma di voci in mano, il non-dove, nel vacuo cammino delle notti informi. oh, preghiera velata di bisso, immergi nel calice del quotidiano il profumo dei giorni.

Il respiro si specchia senza volto sulla linea circolare del pianto, appena increspato dalla ferocia del vento.

Eppure – innocente anche allo sguardo di un drago – attendi, a piedi nudi sul selciato della strada: l’ombelico bianco è un illibato sentimento, l’esangue piacere …

La bocca s’infiamma – e poi, palpitii, sconosciute parole, prosodia del canto, tuoni e rampicanti, sulle cime odorose di mirra. certo, dal labirinto di una conchiglia, appena restituita, disadorna, fragile, scorza lucente sulla sabbia porosa, è gioia impazzita della risacca notturna.

Dolce giardino della voce – questo è, un volo, nel bianco volteggiare delle falene dalle ali incipriate, ormai evanescente.

Francisco Soriano

Immagine di copertina di Giuseppina Irene Groccia alias GiGro.

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