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Ignazio Mazzeo

Ignazio Mazzeo I Art & Investments

Ignazio Mazzeo a cura di Angelo Crespi

Le opere di Ignazio Mazzeo sembrano una riedizione in chiave contemporanea delle tavole di Haeckel, aggiornate appunto alla luce delle nuove scoperte scientifiche e delle più incredibili premonizioni della fantascienza, e disegnano una sorta di tassonomia dell’impossibile, quasi che il giovane artista siciliano abbia come fine la classificazione di un immaginario onirico post moderno nel quale si accampano generi e specie di animali e piante sconosciute, figlie di altri universi paralleli, di mondi non ancora esistiti sebbene potenzialmente in atto. Il suo è un codex dove gli oggetti e talvolta, anche se rari, i paesaggi assumono forme organiche e colori che sono irreali solo nel mondo della fisica, ma possibili nella loro apparente impossibilità se colti nell’universo della fisica atomica o della fisica quantistica, e per paradosso ancor più reali perfino se solo immaginati. Non c’è però nessuna somiglianza con l’illustrazione della fantascienza, piuttosto i quadri di Mazzeo sembrano trarre ispirazione dall’ucronia o dalla xenoarcheologia così che gli oggetti rappresentati non sono il prodotto ipertecnologico di un futuribile, semmai sembrano i resti di un mondo che avrebbe potuto essere e non è stato, le reliquie scavate e riportate in luce di altre civiltà parallele che però, secondo l’interpretazione a molti mondi o dei multiversi, non potranno mai incontrarsi, se non nella mente di un artista.

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