Giovanni Gastel, “Vorrei fotografare Dio”

giovanni gastel

Low profile, decisamente, il sorriso e la cortesia fanno parte del suo essere, il suo studio racconta e sussurra attraverso dettagli , libri e immagini , e lui, Giovanni Gastel, ti accoglie sempre come se ti aspettasse da sempre…

Ci incrociamo da sempre, sorridiamo e ci abbracciamo, ma alla fine non abbiamo mai il giusto tempo per dialogare, un paio di domande a Giovanni le ho fatte volentieri..

Primo incontro con la fotografia?

il primo incontro con la fotografia fu attraverso mio padre, grande appassionato di fotografia con il suo bioculare Rolley quasi sempre al collo.

Prima foto scattata?

La prima foto scattata non la ricordo. Ricordo però la prima venduta. Feci dei ritratti a un ragazzo sul lago di Como e lui alla consegna delle stampe mi diede dei soldi. Avevo 17 anni e rimasi sbalordito ma pensai “ da oggi sono un professionista”

Per vendere foto e necessario aver studiato fotografia?

Non credo sia indispensabile ( io come molti fotografi anche di altissimo livello) sono un autodidatta.

Quanto conta il talento e quanto la tecnica?

La tecnica è importante ma deve diventare familiare e quasi inconscia come quando ordini al braccio di alzarsi e lui lo fa senza che tu percepisca l’ordine. Il talento non si può insegnare ma va cercato al fondo di noi stessi dove è nascosta la nostra differenza ( siamo tutti pezzi unici) e trovata questa distonia costruire su di essa un’estetica. Il prezzo per chi lavora sulla propria diversità è, però, la solitudine.

Quando una foto si può definire artistica?

Penso che una foto sia definibile come artistica quando lascia entrare lo spettatore e lo invita a ricreare l’opera insieme all’autore. Le opere d’arte riuscite devono essere “ macchine per pensare”.

Un aneddoto che ricordi con il sorriso?

la prima volta che fotografai la grandissima modella Marpessa uscendo a fine lavoro mi regalò le sue mutande! Grande Marpi!

Quanto conta la comunicazione?

la comunicazione è essenziale al vivere. In questo terribile momento i social stanno assolvendo all’esseziale compito di tenere coesa la società.

Ti manca la pellicola?

no, non mi manca. Penso anzi che l’elettronica applicata alla fotografia segni di fatto la nascita della fotografia. Tutto quello che abbiamo fatto prima è già archeologia Fotografica. Il discorso è che i mezzi tecnici contengono un’estetica. Patisce depressione chi pretende dal digitale i risultati dell’ analogico. Bisogna invece trovare il rapporto nuovo tra se e il mezzo nuovo.

Se potessi tornare indietro nel tempo con quale personaggio ti piacerebbe prendere un caffè?

Con la poetessa greca Saffo.

E quale vorresti poter fotografare?

Mi piacerebbe fotografare Dio.

Giovanni sei riuscito a stupirmi anche questa volta ..

Grazie Ale

Grazie a te Giovanni

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