“Second life – Tutto torna”, 30 opere di giovani artisti per raccontare la sostenibilità.

Second life – Tutto torna
Second life – Tutto torna

La mostra al Centro per l’Arte contemporanea Luigi Pecci di Prato è aperta al pubblico fino al 9 gennaio 2023

Al via la mostra itinerante “Second life: tutto torna”, nata dal concorso promosso da Alia Servizi Ambientali SpA, dedicato ai giovani artisti sotto i 28 anni.

Il contest, giunto alla seconda edizione, si consolida come il primo concorso artistico a livello nazionale incentrato sul tema “arte e sostenibilità”, con la Toscana come palcoscenico della creatività dei giovani artisti e degli studenti di tutte le Accademie e Scuole d’arte italiane.

La prima tappa di “Second life: tutto torna” si è inaugurata presso il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, alla presenza di Stefano Collicelli Cagol, Direttore del Centro Pecci, Valerio Barberis assessore all’ambiente del Comune di Prato e Cristina Sanzò, assessore alla città curata, il prof. Marco Meneguzzo docente di storia dell’Arte all’Accademia di Brera, il curatore della mostra, Nicola Ciolini, Presidente di Alia Servizi Ambientali SpA, e Giuseppe Meduri, Direttore Relazioni Esterne, Comunicazione e Sostenibilità.

Le successive sedi dell’allestimento saranno: a Firenze, nel Cortile di Michelozzo all’interno di Palazzo Vecchio (dal 14 gennaio al 13 febbraio); al cenacolo degli Agostiniani a Empoli (dal 6 al 26 marzo); a Peccioli, presso il Palazzo senza Tempo (dal 15 giugno al 30 luglio); a Roma presso Evolve Maire Tecnimont Foundation; e a Pistoia.

Il progetto, ideato e promosso da Alia – il catalogo è curato da Mandragora – si avvale del patrocinio istituzionale di Regione Toscana, e dei comuni di Firenze, Empoli, Prato, Pistoia, Peccioli e della Conferenza dei Presidenti delle Accademie. Sono partner del progetto Fondazione Palazzo Strozzi, Centro Pecci, Museo Novecento e MAD Murate Art District; Scapigliato Spa, Revet Spa e Belvedere Spa, e main partner Evolve Maire Tecnimont Foundation.

Le successive sedi dell’allestimento saranno: a Firenze, nel Cortile di Michelozzo all’interno di Palazzo Vecchio (dal 14 gennaio al 13 febbraio), al cenacolo degli Agostiniani a Empoli (dal 6 al 26 marzo), a Peccioli, presso il Palazzo senza Tempo (dal 15 giugno al 30 luglio) a Roma presso Evolve Maire Tecnimont Foundation e a Pistoia.

Il progetto, ideato e promosso da Alia, si avvale del patrocinio istituzionale di Regione Toscana, e dei comuni di Firenze, Empoli, Prato, Pistoia, Peccioli e della Conferenza dei Presidenti delle Accademie. Sono partner del progetto Fondazione Palazzo Strozzi, Centro Pecci, Museo Novecento e MAD Murate Art District; Scapigliato Spa, Revet Spa e Belvedere Spa, e main partner Evolve Maire Tecnimont Foundation.

Anche quest’anno il concorso ha visto la partecipazione di circa cento giovani artiste e artisti da tutta Italia, impegnati sul tema della sostenibilità e sulla necessità di essere parte attiva di un processo di consapevolezza dell’emergenza ambientale e di reale cambiamento.

Le opere – realizzate utilizzando diversi materiali, quali foglie, pietre, ferro, acciaio, tessuto, plastica, oli, candele, pellicole, cenere e tecniche varie – mostrano un futuro tecnologico e sostenibile, ma anche una visione contrastante della natura, antropica e ”primavera” da vivere, suggeriscono empatia e ragione per controllare gli istinti umani più beceri, lo splendore della semplicità delle piccole cose in natura, mobilitazioni silenziose, universali, uniti dai sogni che volgiamo alle stelle.

Fra le 30 opere finaliste, selezionate da una prima giuria di giovani curatori ed in mostra al Centro Pecci di Prato, sono state successivamente valutate da una giuria composta da affermati critici, storici dell’arte e direttori delle principali istituzioni toscane, le tre opere vincitrici e le menzioni speciali.

Prima classificata Caterina Dondi, artista ventiquattrenne della provincia di Varese, con l’opera Ordinare Senza Spostare, serie di fotografie su carta dove l’artista ha immaginato di assecondare l’ambiente (e non di riqualificarlo) nel suo naturale processo di rovina, ribaltando– come si legge nella motivazione della giuria il punto di vista usuale sul tema, cercando di rendere “accettabile” e addirittura “bello” il degrado in atto, innescando così un processo di maieutica consapevolezza sul nostro habitat.

Mettere ordine nel caos significa trovare relazioni prima invisibili tra le cose”.

La seconda opera classificata, Espositore di Luoghi, arriva da Messina ed è stata realizzata dal ventiseienne Giuseppe Raffaele con tecnica mista (ferro-carta-terra).

Nell’opera l’artista capovolge il concetto di cartolina, pensata finora come ritratto di un bel luogo, al fine di far conoscere realtà dimenticate; il premio è stato assegnato dalla giuria per “la forza immediata dell’oggetto, preceduta e seguita da una notevole concettualizzazione, che rafforza il senso della prima impressione. Inoltre, si passa dal primato della vista – le cartoline solitamente mostrano un paesaggio naturale o urbano – a quello della mente, che invita a cogliere la vera essenza dei luoghi”.

Curae dell’artista milanese Giulia Pirri (classe 1994), si è classificata al terzo posto per “la “gentilezza” intima di un gesto che invita alla “cura” e all’attenzione nei confronti delle cose altrimenti considerate insignificanti, come una foglia caduta.

Ricucire le ferite della natura appare un gesto scientemente utopico, ma al contempo necessario per la convivenza sul pianeta” come recita la motivazione della giuria e ribadisce l’artista.

Le tre menzioni speciali sono state assegnate rispettivamente a Elisa Pietracito, artista ventiseienne della provincia di Firenze, per  Sotto lo stesso cielo, realizzata con filo di rame di scarto cucito a mano su tessuto di riciclo; Edoardo Sessa, ventisettenne di Varese, con la performance Homologation e il giovanissimo artista cinese (classe 2002) Siyang Jiang con l’opera If you want to live realizzata con vetro, alluminio, legno, pianta, terra, candele.

Il main partner Evolve Maire Tecnimont Foundation ha selezionato per la menzione speciale l’opera di Federico Ferroni Decay, realizzata su lastre di ferro che “con una solidità materica d’impatto ben rappresenta la visione globale, l’urgenza di un intervento per la sostenibilità e la valorizzazione dei materiali di recupero, così vicini all’agire della Fondazione Maire Tecnimont” recita la motivazione.

Gli altri artisti selezionati, presenti in mostra, sono Marco Agostini, Lisa Buffagni, Marta Caproni, Floriano Akele Castellanato, Marta Cecchetti, Francesca Colturani, Clarissa Falco, Ilaria Feoli, Federico Ferroni, Liliana Frusi, gruppo Hardchiteptur, Carmine Lo Regio, Celina Moscuzza, Francesca Panella, Valeria Robbe, Natalie Roman Pascale, Marco Rubbera, Lorenzo Scarpellini, Virginia Stevenin, Su Fei, Arianna Tabaro, Xiyu Guo, Zhao Zhenzhi.

«Prato si conferma una città paradigma dell’economia circolare a livello europeo – dichiara l’assessore all’Ambiente ed Urbanistica del Comune di Prato, Valerio Barberis-.

Questa collaborazione tra Alia e Centro Pecci per valorizzare ed esprimere le dinamiche culturali e artistiche dell’economia circolare è totalmente in linea con questa peculiarità della città. Prato Circular City, il programma di accelerazione verso l’economia circolare della città di Prato, prevede anche momenti come questi che costruiscono sempre più consapevolezza tra i portatori di interesse dei cittadini sulle nuove frontiere dell’economia circolare».

Da quando la Legge Ronchi del ’97 introdusse le “5 R” del rifiuto – Riduzione, Riuso, Riciclo, Raccolta, Recupero – «abbiamo fatto tanta strada nella gestione del servizio dei rifiuti ma dobbiamo ancora percorrerne tanta insieme – ha commentato l’assessore alla città curata del Comune di Prato, Cristina Sanzò.

Le azioni quotidiane svolte dai cittadini in modo sinergico e sistematico possono dare risultati ancora più significativi verso una rinnovata sostenibilità ambientale in grado di assicurare il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare le proprie».

Soddisfazione è stata espressa dal direttore del Centro Pecci, Stefano Collicelli Cagol «perché il concorso e la mostra promossi da Alia, guardano a come le nuove generazioni intrecciano esigenze di ricerca artistica con tematiche relative alla sostenibilità e alla circolarità dei materiali».

«Se le opere della prima edizione ci avevano stupito per quanto i temi proposti fossero introiettati nelle nuove generazioni – ha commentato il curatore della mostra, professor Marco Meneguzzo – questo atteggiamento è confermato anche oggi.

Tra gli artisti la questione ambientale è vissuta in modo individuale piuttosto che sociale, le opere presentate mostrano attenzioni più intimiste che “politiche”, intendendo con quest’ultimo termine l’aspetto sociale e relazionale delle persone.

L’attenzione alle “piccole cose” non può esistere senza un tempo rallentato che, coscientemente o no, sembra già un’indicazione di soluzione del problema».

La sostenibilità è quanto mai attuale.

Alia conferma la sua attenzione anche a ciò che questo tema muove nel campo artistico, un driver straordinario per stimolare la curiosità, la riflessione critica, la fantasia di chi osserva ed il coinvolgimento responsabile delle comunità.

In quest’ottica la seconda edizione della mostra è arricchita di nuove sedi sul territorio toscano (con tappe nella città di Empoli e Peccioli), a livello nazionale (Milano o Roma presso Evolve Maire Tecnimont Foundation) e laboratori creativi aperti a tutti.

Gli adulti sono invitati a partecipare al progetto “l’aRRRRte in città”.

Partendo dall’assunto che “l’arte rende più belle le nostre città”, i laboratori hanno lo scopo di diffondere, attraverso le pratiche artistiche, il rispetto dell’ambiente e la necessità di dare una seconda vita alla materia, osservando la regola delle 4R: Riduzione, Riutilizzo, Riciclo, Recupero.

I percorsi educativo didattici con le scuole prevedono, invece, riflessioni ed interazioni ludiche con le opere esposte sui temi del riciclo e del riuso; nel corso dell’esposizione a Prato saranno coinvolte 14 classi per un totale di 315 alunni, con 11 ore di attività su 4 giornate.

La giuria che ha selezionato le opere vincitrici è formata da: Arturo Galansino, Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi, Valentina Gensini, Direttore Artistico centro Murate Art District, Stefano Collicelli, Direttore generale del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, Sergio Risaliti, Direttore Artistico Museo Novecento Firenze, Cristina Gelli, Direttrice dei Musei di Empoli, oltre al curatore, prof. Marco Meneguzzo, e Giuseppe Meduri, Direttore relazione esterne, comunicazione e sostenibilità di Alia.

Giada Luni

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