24 Settembre inaugura Unicità, mostra di pittura e scultura alla Fornace Pasquinucci.

Fornace Pasquinucci
Fornace Pasquinucci

Dopo la pausa estiva il Gruppo Culturale Fornace Pasquinucci a Capraia Fiorentina in provincia di Firenze (piazza Dori) riprende l’attività artistica e culturale con una mostra di pittura e di scultura dal titolo Unicità dal 24 settembre all’8 ottobre, con la presentazione dello storico e critico d’arte Claudio Roghi, socio del Gruppo culturale Fornace Pasquinucci, con il patrocinio del Comune di Capraia e Limite.

Protagonisti dell’esposizione i pittori Fabio Carmignani e Franco Marra e gli scultori Giorgio Butini e Claudia Leporatti, che abbiamo incontrato in anteprima.

“Con questa mostra la parola unicità è intesa come valorizzazione della singolarità e un no ai conformismi- ha sottolineato la Presidente del Gruppo Culturale Fornace

Pasquinucci Lorella Consorti – un dono prezioso che distingue l’artista e l’uomo. Le opere e la vita artistica dei quattro artisti rappresentano in pienezza questo concetto”.

Chi è Claudia Leporatti

Artista fiorentina, vive e lavora da molti anni nella provincia di Massa-Carrara.

Dopo aver insegnato nelle scuole d’arte di Firenze e attualmente è docente di Scultura presso il Liceo Artistico “Felice Palma” di Massa.

Formatasi all’Accademia di Belle Arti di Carrara, si diploma in Scultura nel 2003, e nel 2007 consegue il diploma Specialistico in Scultura e Arti Visive.

Svolge l’attività artistica esponendo in mostre collettive e personali, partecipa a concorsi nazionali e internazionali, ottenendo premi, riconoscimenti e segnalazioni di merito.

Tra le opere pubbliche recenti il Monumento in bronzo per il Parco “Don Alberto Seri” a Corciano di Perugia, voluto dalla Fondazione Brunello Cucinelli e il monumento a Carlo Piaggia per il Comune di Capannori (Lucca).

La curatrice Valeria Pardini ha scritto che “.

La prima parola che viene alla mente osservando, anzi riflettendo nella distanza del ricordo, sulle opere di Claudia Leporatti è il tempo.

Un attimo immacolato protetto nella materia, un movimento assicurato all’eternità.

Il tempo che per capriccio o per destino, si è fermato di tanto in tanto fra le pagine della storia divenendo Kairos, il momento propizio, capace di sospendere il suo scorrere per svelare un attimo di bellezza, di verità, d’assoluto.

La scultura è un linguaggio potente in grado di confrontarsi con lo spazio e la luce, di misurarsi con le dimensioni e di intimidire il tempo. Il discorso poetico dell’artista Leporatti pone al centro la figura umana.

Ritratti di sentimenti ed emozioni in un alternarsi di volume e silenzio, materia e malinconia. I suoi corpi in terracotta, sembrano come apparsi dal nulla, immobili ma allo stesso tempo leggeri ed eleganti; lo sguardo fisso e fiero, esseri autonomi e perfettamente coscienti della loro condizione e della loro nudità, incuranti degli sguardi, delle lusinghe o delle minacce esterne.

Soli, fieri, emancipati non interagiscono con l’osservatore ma ne distinguono e rispettano le emozioni, anche se non si lasciano coinvolgere poiché fortemente immersi nei propri pensieri.

Claudia Leporatti unisce, il rigore classico delle forme con un’interpretazione personale e suggestiva sulla condizione dell’uomo di oggi.

L’artista non si limita a rivolgersi alla tradizione figurativa nella ricerca plastica ma si confronta anche lo stile artigiano della terracotta, attingendo direttamente all’arte primigenia.

Le radici di riferimento dell’artista sono profonde, nascono e si nutrono da particolari terreni storici e culturali; quali la sua regione, la Toscana e i suoi studi accademici, nidi in cui è cresciuta e dove ha maturato una cifra espressiva e stilistica personale.

La scultura è il risultato finale di un lungo processo che contiene molti elementi sensibili ed insensibili, quali la ricerca esistenziale, il vissuto, l’esperienza personale, che si aggiungono agli studi, alla conoscenza tecnica dei materiali, alla lavorazione.

Le opere di Claudia non fuggono da questo percorso meditativo”.

I.G.

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