In Sudafrica per FNB Art Joburg, Edizione 2020 totalmente online…

FNB Art Joburg,

Edizione 2020 totalmente online per la fiera rilanciata dall’imprenditore Mandla Sibeko, a dodici anni dalla sua ideazione. Eccovi alcuni highlights.

Si dice Johannesburg, informalmente Joburg o Jozi, e subito si pensa a Nelson Mandela e Desmond Tutu.

Oggi però vi parlo di Mandla Sibeko, imprenditore sudafricano trentanovenne, che lo scorso anno ha con orgoglio acquisito la guida della principale fiera d’arte cittadina.

Lui stesso ha definito Art Joburg come: “[…] la prima fiera d’arte al 100% di proprietà nera in Sudafrica, […] un capitolo importante in cui continuare a collaborare con le gallerie per mostrare e sostenere il meglio dell’arte e degli artisti contemporanei africani. È una parte fondamentale del possesso della nostra narrativa come africani e della condivisione di storie avvincenti con un vasto pubblico.”

Mandla Sibeko

Quest’anno la manifestazione si sta svolgendo totalmente online e proseguirà fino al 18 novembre, con la partecipazione di 23 gallerie non solo nazionali. Alcuni operatori arrivano, infatti, da altri stati africani (Nigeria, Uganda, Mozambico, Kenya, Angola) e dall’Europa (Berlino e Londra).

Ricco anche il programma culturale, sviluppato attraverso la piattaforma Zoom. L’immancabile FNB Art Prize quest’anno è stato attribuito all’artista Lady Skollie (Laura Windvogel), rappresentata dalla galleria Everard Read, la più antica galleria commerciale del paese, che nel 2013 ha festeggiato i 100 anni dall’apertura. La Everard Read Gallery ha quattro sedi: Johannesburg, Cape Town, Franshoek, London.

Entriamo però nel vivo della manifestazione, presentandovi alcuni degli artisti più promettenti di questa 13esima edizione.

  • Riley Holloway

Nato a Los Angeles nel 1989, il giovane artista ha effettuato una parte della sua formazione in Italia, presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze. Il suo approccio all’arte figurativa è fresco e dinamico. Nelle opere unisce pittura ad olio, carboncino e matita. I suoi ritratti si caratterizzano per le tracce di “non finito”, come alcuni parti di tela grezza lasciate a vista o altri segni del processo costitutivo. È rappresentato dalla galleria berlinese Bode Project.

  • Cinga Samson

Classe 1986, Cinga è nato a Cape Town e realizza principalmente dipinti ad olio. Il suo stile richiama la tradizione della pittura applicata a temi contemporanei e alla rappresentazione della comunità e delle persone che vivono attorno a lui. Spesso inserisce nelle sue composizioni anche elementi del mondo naturale (piante, fiori, colline) mettendo in scena le tensioni tra il reale, il surreale, il mistero e la bellezza. In fiera è esposto dalla galleria Blank Projects.

  • Boniface Maina e Agnes Waruguru

Entrambi gli artisti fanno parte della stessa interessante realtà kenyota, la Circle Art Gallery di Nairobi.

Boniface, classe 1987, sperimenta e utilizza diversi mezzi e materiali, tra i quali prevale l’inchiostro. Il suo lavoro si è evoluto negli anni, arrivando a focalizzarsi sull’esplorazione dei conflitti e del comportamento umano. Nonostante la giovane età Agnes Waruguru (b. 1994) vanta già esposizioni negli USA ed in Francia. Quest’anno è stata inclusa in “On The Cusp”, una sezione della Triennale inaugurale di Stellenbosch dedicata ai talenti artistici emergenti del continente africano. Lavora prevalentemente con materiali di uso quotidiano avvalendosi, nell’atto creativo, della ripetizione costante di alcuni segni fissi.

  • Ley Mboramwe

Nato e cresciuto a Kinshasa, con il trasferimento a Cape Town si è concentrato sulla pittura. Dopo essersi formato in scultura, calligrafia e arte performativa, le sue creazioni attuali sono intrise di queste varie pratiche artistiche e delle tradizioni con cui è venuto a contatto. È rappresentato dalla Eclectica Contemporary di Cape Town.

  • Richard Butler Bowden

È uno degli artisti anagraficamente più grandi di questa edizione di Art Joburg. Nato nel 1957 a Cape Town, attualmente lavora a Melbourne. Butler-Bowdon sfida lo spettatore a rompere con le convenzioni dell’arte tradizionale e ad osservare coloro che vivono nella diaspora. I suoi soggetti, contemporanei e innegabilmente avvincenti, invitano a sfidare i preconcetti. A FNB Art Joburg è rappresentato dalla First Floor Gallery Harare.

  • Ameh Egwuh

Classe 1996, l’artista nigeriano è affascinato dalle linee. Traendo ispirazione dalle tecniche di scarificazione dell’antica arte Ife, dai segni e dai simboli artistici di Adinkra e Nsibidi, i dipinti di Egwu invitano lo spettatore in un vasto mondo popolato di figure dinamiche, rappresentate durante la vita quotidiana. È esposto dalla Rele Gallery di Lagos.

  • Andrew Pierre Hart

Giovane artista londinese che esplora la relazione simbiotica tra suono e pittura attraverso una continua ricerca ritmica e un gioco tra processi generativi spontanei. Profondamente influenzato dalla musica, il lavoro di Hart è una rinegoziazione del linguaggio visivo e dell’eredità dell’astrazione occidentale. In fiera è rappresentato dalla Tiwani Contemporary.

  • Benji Reid

Collaboratore del Black Physical Theatre, Benji Reid ha prodotto e interpretato oltre 30 opere per istituzioni culturali internazionali. Unendo il suo successo nella performance alla fotografia, Reid ha iniziato a produrre immagini nel 2012.

Il lavoro di Benji è stato esposto al MoCADA (Museum of Contemporary African Diasporan Arts) di New York. In fiera è rappresentato dalla October Gallery che ha nel suo parterre artisti del calibro di El Anatsui.

Artisti validi, opere interessanti e…i prezzi?

La maggioranza delle volte le quotazioni si mantengono al di sotto dei 10.000 Euro.

L’arte africana contemporanea si conferma, come sempre, un’ottima occasione di investimento.

Elisabetta Roncati