Highlights dalla fiera “wunderkammer”: Tefaf New York 2020

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Si è concluso mercoledì l’appuntamento autunnale newyorkese, tenutosi ovviamente online.

Rendez-vous al Park Avenue Armory, ma non questa volta.

I 300 operatori internazionali si sono dovuti accontentare della versione web del secondo incontro annuale a stelle e strisce.

TEFAF, una delle organizzazioni più famose in ambito arte, non ha voluto bissare l’esperimento di marzo a Maastricht, dove l’appuntamento fieristico era stato chiuso in anticipo per il dilagare del contagio da COVID-19 tra gli operatori di settore impegnati negli stand al MECC ((Maastricht Exhibition & Congress Center).

Fondata nel 1988 la realtà gestisce ben tre mostre mercato a livello internazionale: nei Paesi Bassi, appunto, e a New York, in primavera ed in autunno.

La caratteristica più evidente di queste esposizioni?

Avere una proposta degna delle camere delle meraviglie di rinascimentale memoria.

A Maastricht vengono coperti ben settemila anni di storia dell’arte, mentre durante la spring newyorkese ci si concentra soprattutto su creatività e design moderni e contemporanei. In autunno, invece, si dà spazio al decorativo, dall’antichità in avanti.

Insomma scorrazzando, virtualmente o meno, tra gli stand del TEFAF si passa con nonchalanche da una scultura tardo romana a un capolavoro di Max Ernst.

Il tutto rigorosamente vagliato in termini di originalità e lecita provenienza delle opere.

Infatti TEFAF è una delle realtà più accreditate in quanto a metodi di verifica dei pezzi proposti. Le procedure di controllo sono rigorosissime e condotte dai principali esperti mondiali. Vengono creati dei veri e propri comitati di valutazione composti principalmente da accademici, curatori, conservatori, scienziati della conservazione e studiosi indipendenti.

Inoltre viene verificato che ciascun capolavoro non sia stato menzionato nell’Art Loss Register, il più grande database mondiale che tiene traccia di tutti i furti commessi in ambito arte.

Ma torniamo a New York ed all’edizione autunnale 2020.

Ad ogni espositore è stato richiesto di presentare uno dei pezzi più significativi della propria offerta.

Ecco a voi le opere che, secondo me, erano davvero imperdibili:

  • Paul Cézanne, “Jeune fille à la poupée”, 1894-96.

Proposta da Acquavella Galleries, galleristi newyorkesi da ben tre generazioni, specializzati nell’arte dal XIX al XXI secolo.

  • Satoru Ozaki, “! III”, 2020

Da un maestro della storia dell’arte si passa al contemporaneo Satoru Ozaki, proposto dalla galleria giapponese A Lighthouse called Kanata,fondata nel 1993 con il nome di Yufuku Gallery.

  • Cerchia di Ottavio Miseroni, “Tazza”,1595-1600

La rinomata galleria italiana Altomani & Sons, specializzata in alto antiquariato, con sedi a Pesaro e Milano, ha esposto virtualmente un pezzo proveniente dalla celebre bottega dei Miseroni.

  • Stefan Johansson, “Spring evening by the river”, 1943.

Proposto da Åmells,famoso operatore scandinavo, esperto in Old Masters e opere nazionali del XIX e XX secolo

  • Karel Appel, “Le petit bonhomme du désert (Woestijnmannetje)”, 1950.

Applicat-Prazan, con due sedi nella capitale francese, ha scelto per TEFAF New York un’opera di un’artista di chiara fama.

  • Edgar Degas, “La sortie du bain”, 1900-1905.

Con questo capolavoro Sofia Komarova, direttrice di AV Modern & Contemporary, ha davvero colpito nel segno.

  • Ernst Ludwig Kirchner, “Stilleben mit Lampe”, 1912.

Esposta da Bailly Gallery, realtà con attività a Ginevra e Parigi e specializzata in arte moderna e post-war.

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  • Francesco Guardi, “Venezia: il Canal Grande con il Ponte di Rialto e Palazzo dei Camerlenghi”, 1758 ca.

Non potevo non terminare la lista con un capolavoro degno di un museo, esposto dalla Charles Beddington Ltd.

Da sottolineare anche il buon numero di operatori italiani che hanno scelto di aderire all’iniziativa online: oltre al già citato Altomani & Sons, anche Massimo De Carlo, Cardi Gallery e molti altri.

Il nostro viaggio nel tempo, da una meraviglia antica ad un’opera di Maurizio Cattelan (nb. presentata proprio da De Carlo), termina qui, in attesa di nuove avventure.

Elisabetta Roncati

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