Intervista a Paola Fiorido

Posted By: Alessio Musella In: Arte On: Comment: 0 Hit: 147

Paola Fiorido

Una breve introduzione su chi è Paola Fiorido :

un attrice performer Italiana che si è formata a NY presso l’ acting studio di James Price per approfondire la tecnica di Maisner.

È stata editor at large per diverse testate internazionali, Twill magazine, Beautiful Savage, NY arts magazine ,Exit Urban Magazine.

Ha lavorato per diversi anni in ambito televisivo nazionale promuovendo opere d’arte contemporanea e libri di svariati autori. Ha ampliato la sua conoscenza con una lunga permanenza in Cina a Pechino nel quartiere artistico 798 collaborando con diversi Artisti Registri, fotografi...

Abbiamo deciso di fare  qualche domanda a Paola , per conoscerla meglio:

Cosa significa arte per te ? 

Per me l’arte è un estensione dell’anima, una misteriosa pulsione istintiva ed intuitiva, un alchimia tra i pensieri e le emozioni che si manifestano attraverso la condizione dell’artista, un rito sciamano ed esoterico di cui pochi sono fruitori. Lontano dalla vanità, un atto di trasmutazione, un percorso di vita, di ricerca e analisi dell’esistenza, una risposta necessaria attraverso dei codici estetici, simbolici e di conoscenza. 

Che difficoltà incontra oggi un artista per potersi posizionare nel mondo dell’arte ? 

Il nemico numero uno di un’artista rimane comunque principalmente se stesso; le sue paure e limiti personali, è importante il lavoro su se stessi soltanto attraverso questa via ci può essere un evoluzione. 

Modella, performer, curatrice, editor at large, pr manager come riesci a far convivere tutto questo ? 

Convivo con le mie molteplici personalità ed ego, di recente ho scoperto l’autoanalisi grazie agli studi gnostici questo percorso mi consente di mantenere un certo equilibrio. Aggiungo alla lista anche la figura professionale di attrice, talent, sono anche madre, in Italia una donna che si destreggia in diversi ambiti non viene ben vista e tutto ciò può scatenare antipatia, nonostante tutto continuo a credere nella meritocrazia. Ho una visione internazionale del mondo del lavoro come quando andai a NY e in una settimana divenni editor per NY arts magazine, a Pechino l’immagine della Fiorucci, a Parigi regista per Vandals magazine, tutto ciò e molto altro senza raccomandazioni e compromessi. 

Cosa rende unico un fotografo ? 

 

L’ empatia accostata alla maestria delle tecniche e all’ elaborazione di uno stile personale. I più grandi fotografi con cui ho lavorato o mi sono avvicinata hanno in comune il rispetto per il soggetto e la visione, una notevole interiorità e dedizione per la propria ricerca. L’anima del fotografo si riflette nei suoi scatti traspare è un discorso estremamente profondo, legato alle sensazioni, alle percezioni e all’ascolto interiore. 

Preferisci stare davanti ad un obiettivo o a fianco ? 

In entrambi i fronti purché ci sia talento, professionalità e umanità, quest’ultima una dote rara a cui do sempre più importanza. 

Grazie Paola Per il tuo tempo

Alessio Musella

Comments

Leave your comment