(NO) Portrait, di Donatella Izzo: un paio di secoli di emancipazione femminile non sono sufficienti a cancellare…

(NO) Portrait

Sono evidenti le tracce di un disequilibrio di potere tra l’individuo femminile e maschile che tuttora permane nella società contemporanea.

Nei Paesi meno evoluti è un fenomeno noto da secoli per radicate fondamenta socio-culturali e religiose.

Ma non possiamo chiudere gli occhi e far finta che non ci appartenga ,perché è  presente e mai veramente estirpato anche nei Paesi più ricchi del pianeta.

Le donne ritratte raffigurate in NO Portrait sono le donne vittime di violenza del nostro tempo, donne del passato, che siano esse madri, nonne, sorelle, figlie o semplicemente donne qualunque appena conosciute.

I volti sono deturpati, a tratti cancellati con evidenti segni di tagli, graffi e abrasioni sulla pelle. 

Spesso i volti sono coperti da macchie di colore quasi sempre nelle tonalità del rosso.

Il maltrattamento fisico si miscela con quello psicologico quando la fotografia cattura la luce in occhi spalancati eppure immobili, forse impauriti, certamente stanchi.

Lo  scatto fotografico è solo un tassello di una sequenza che comprende interventi come pittura, collage, abrasione e cancellazione.

I loro sguardi sono capaci però di varcare i sottili confini dei ricordi

www.donatellaizzo.com

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