Mario Vespasiani e Instagram: quando la creatività riesce ad innovare perfino un social network.

Mario Vespasiani
Mario Vespasiani

Nel panorama contemporaneo Mario Vespasiani sta mostrando in maniera potente e fuori dal comune cosa voglia significa essere un artista dei nostri tempi.

La sua estetica che da un ventennio trova origine nella pittura si è espansa negli anni su vari fronti, mentendo sempre alta quella vitalità espressiva, anche quando si è confrontato con la letteratura, la fotografia, il cinema e con le opere più legate al design o al sociale.

Nel corso del tempo ha rappresentato le urgenze quotidiane a un livello metaforico tale, che oggi le sue opere vengono studiate e approfondite per il loro carattere profetico, che tuttavia già si poteva intuire leggendo a ritroso tutti i titoli delle sue mostre.
Definito fin dall’esordio come uno dei golden boy dell’arte italiana, ha saputo non solo confermarlo mostra dopo mostra, ma soprattutto ha dimostrato di appartenere ad un mondo a parte, dove la ricerca incessante in grado di mettere in relazione scienza e filosofia, autonomia e mistica, ha generato opere che non sono solo immagini ma scariche di energia, pregne di una forza che è quella insita dentro la materia.

Dando per scontata la forma estetica di una pittura che attraversa il figurativo e l’astratto la sua importanza nella recente storia dell’arte sta appunto nel padroneggiare quel soffio vitale, che in maniera vibrante sembra portare in vita delle forme bidimensionali.

L’ultimo progetto di notevole interesse e di un’attualità sorprendente, soprattutto per la decisione con cui si è imposto, questa volta non riguarda una tecnica pittorica o un ciclo tematico, bensì uno strumento di comunicazione, adoperato come fosse un’estensione della sua tela verso il mondo.

Tra tutti i social network uno dei più usati e apprezzati, per la velocità della fruizione per l’immediatezza dei contenuti è di certo Instagram, nel quale qualsiasi persona, una volta iscritta può pubblicare le sue fotografie, condividere il suo mondo o i suoi prodotti.

Non importa che uno sia professionista o meno, ciascuno dentro uno schema prestabilito e uguale per tutti può narrare la sua storia o semplicemente mostrare quello che ha visto e salvato in memoria.
In questo scorrere, ci si può imbattere in qualsiasi scorcio del pianeta, passando da un argomento all’altro, attraverso immagini sghembe ed improbabili a quelle iconiche dei reporter che hanno segnato le epoche.

Questo flusso, che all’inizio poteva essere una vetrina notevole per chi produce arte visiva è diventato un calderone, che ha appiattito la profondità di contenuto, il quale seguito o preceduto da qualcosa con cui nulla ha a che fare, vede costantemente distorto il concetto espresso.

Per tale ragione Vespasiani da tempo ha adottato una scelta che ha rivoluzionato il personale approccio al social network. 

Come tutti i grandi artisti che sanno maneggiare le tecnologie del momento, Vespasiani non si è tirato fuori dalla sfida, dalla valanga di immagini, che si riversa a valle del monitor, ma ha elaborato una scelta categorica e in controtendenza, rispetto alla voglia di piacere di avere sempre un maggior seguito.
Vespasiani crede che l’arte sia rivolta a tutti ma per sua natura fisiologica, destinata a pochi e capita da ancora meno persone, per questa ragione ha deciso di adottare, pur essendo uno dei maestri del colore, un’estetica minimalista.

Il suo profilo personale difatti appare completamente bianco, con qualche scritta nera, a ricordare che stiamo navigando in un arcipelago dove poi bisogna scendere a riva per esplorarlo.

Ogni pagina bianca tuttavia nasconde sotto altre immagini, che lasciano scoprire il vero mondo dell’artista, ma solo a chi vuole fare lo sforzo di cercarlo.

La sua non è un’arte del tutto e subito, ma come un buon vino va scelta e meditata, approfondita e studiata. 
Ancora una volta Vespasiani ha dimostrato quel doppio passo dei maestri, che si smarca dalle mode, dal dover essere riconosciuto, accettato dalla massa, nella spasmodica ricerca del consenso.

La bellezza vera è sempre complessa perché stratificata e Vespasiani, ha avuto sempre ben chiaro in mente che non ci si deve preoccupare di piacere o di essere compresi, ma si è chiamati ad essere autentici.

E per questo, nascondere apparentemente alla vista un contenuto, vuol dire mostrarlo solo a chi è interessato, caricandolo di rispetto proprio perché dedicato a quei visitatori, che saranno sempre meno curiosi occasionali. 

L’arte sotto questo aspetto torna ed essere esclusiva e colta, imprendibile e misteriosa, come sanno essere le opere dell’artista e che riflettono di conseguenza le qualità di chi l’apprezza.

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