Intervista a Nadia Martorano a cura di Giuseppina Irene Groccia.

Nadia Martorano
Nadia Martorano

L’accordo pittorico di Nadia Martorano ci appare elegantemente tra figure, elementi di “natura in posa” e schizzi astratti.

Con suggestioni oniriche guida l’occhio del fruitore in un percorso dove illusioni fuggevoli diventano emozione e storia.

La sua pittura suggerisce armonia, che seduce, entusiasma e vince.

Ne parliamo con lei attraverso questa intervista:

Il tuo primo contatto con l’arte?

Non ricordo bene quale sia stato il mio primo contatto con l’arte, ma sin da bambina sono sempre rimasta affascinata dal mondo dei colori e le loro sfumature.

Mi piaceva pasticciare con i colori a cera e a matita, giocondo così con la fantasia, in modo tale da poter dare vita ad ogni manifestazione del mio pensiero.

Quando hai capito che l’arte sarebbe diventato un aspetto così predominante della tua vita?

Hai mai avuto la sensazione che ti mancasse “qualcosa”?

Che senza di essa la tua vita perdeva di significato e sostanza?

Ecco per me quel “qualcosa” è l’arte in tutte le sue forme.

Pittura ad olio e materica, cosa ti piace di più di entrambe le tecniche?

Come ho già affermato diverse volte io amo l’arte in tutte le sue forme, difatti nei miei dipinti uso spesso e volentieri entrambe le tecniche,  sia separatamente che all’unisono. Naturalmente ci sono differenze sostanziali nelle due tecniche, la pittura ad olio mi permette di eseguire lavori eleganti e precisi idonei per ogni circostanza, mentre il materico mi dà la possibilità di superare ogni confine della tela potendo aggiungere elementi estranei ad essa che ne arricchiscono la profondità e incuriosendo l’osservatore.

Quando e perché hai deciso di intraprendere un tuo percorso artistico?

Dopo gli studi mi ero subito inserita nel mondo lavorativo, il quale non mi lasciavo molto tempo per dedicarmi alle mie passioni.

Questo periodo è durato per circa 16 anni, poi a causa della crisi l’azienda per cui lavoravo venne assorbita da un’altra società la quale effettuò un consistente taglio del personale. Avendo perso il lavoro mi presi un periodo di riposo e di riflessione per capire se dovevo continuare in quella direzione o seguire le mie passioni.

Il percorso che ho intrapreso mi ha portato qui oggi a rispondere alle tue domande come artista, quindi mi sembra palese che ho seguito le mie passioni.        

Per fare arte, bisogna averla studiata?

Studiare l’arte, avere una scuola preparatoria che ti da le basi credo che sia molto importante.

Ma il bello di questa professione è che chiunque può essere una artista, perché’ l’artista è qualcuno che segue i propri sogni materializzandoli in forme e colori che si confanno a se stessi.

Il colore è la tua grande passione. Cosa provi nell’imprimere su tela queste moltitudini di differenze cromatiche?

Nel dipingere viene naturale impastare i colori per ottenerne di nuovi o semplicemente per avere più sfumature dello stesso questo perché “ogni colore che noi vediamo nasce dall’influenza del suo vicino”

(C. Monet).

Questo continuo impastare, miscelare è quello che ogni artista fà per imprimere le proprie emozioni sulla tela attraverso quella moltitudine cromatica di sfumature che sono i colori.

Come artista ami spaziare in diversi stili artistici, quali il ritratto, il figurativo e l’astratto. Ci racconti qualcosa a riguardo?

Non sono molto avvezza ai ritratti, difatti tra le mie opere ne troverete pochi, mentre amo realizzare opere sia figurative che astratte.

Un aneddoto che ricordi con il sorriso?

Ricordo che in occasione di una selezione di opere per un evento mandai 10 opere tra cui avevo inserito un’opera astratta che aveva realizzato mio figlio (che all’epoca aveva solo 5 anni), la inserii come una goliardata da parte mia, mai pensando che il curatore ne rimanesse affascinato chiedendomi addirittura se ne avevo altre simili da mostrargli per inserirle nella sua galleria d’arte.

Ora considerate l’imbarazzo nel chiamarlo e dirgli che non era una mia opera ma che era stata realizzata da un bambino di 5 anni.   

Se potessi incontrare un artista del passato, chi e cosa gli chiederesti?

Sono tanti gli artisti che avrei voluto conoscere ma che ahimè non ci sono più, ma se devo sceglierne uno direi il maestro e genio Leonardo da Vinci.

E cosa si potrebbe chiedere ad un tale genio?

Beh è semplice gli direi: maestro mi prendereste come allieva?  

Quanto conta la comunicazione per te?

Se ci poniamo una semplice domanda e cioè cosa sia la comunicazione, la sola risposta sarebbe che anch’essa è una forma d’arte.

Il saper comunicare con gli altri, il saper trasmettere esattamente ciò che si vuole esprimere con le parole è un potere che le persone spesso e volentieri non comprendono e molte volte viene sminuito o sottovalutato.

Ma se volgiamo lo sguardo alla storia e pensiamo a persone come Mahatma Gandhi (che lottò per l’indipendenza dell’India), Confucio il quale cambiò radicalmente il modo di pensare di interi popoli tra cui quello cinese, coreano, giapponese e vietnamita.

Queste persone cambiarono la storia usando appunto solo l’arte della comunicazione.

Cos’è per te l’arte?

Per me l’arte è amore, passione, sfogo, cura, vita.

Per concludere vorrei chiederti se, dopo tanti successi, custodisci ancora un sogno nel cassetto e se hai voglia di svelarcelo qui in anteprima…

Dopo tanti successi e innumerevoli opere realizzate in effetti ho un desiderio che ancora non ho realizzato ed è quello di allestire una mia galleria d’arte.

Giuseppina Irene Groccia

Total
3
Shares
Previous Post
Nello Petrucci

Intervista a Nello Petrucci, di Chiara Canali.

Next Post
Michelangelo e la Vena Nera

Michelangelo e la Vena Nera.

Related Posts