Il microcosmo artistico di Aurora Iogà.

aurora iogà

Aurora Iogà e il  suo universo, dove forme, segni e colori vanno a comporre il suo personale microcosmo artistico.

Lo studio di un artista non è solo un semplice luogo di creazione, ma spesso rappresenta un vero e proprio rifugio. un posto sicuro, il luogo d’incubazione della sua creatività, il quale cela il pensiero, la meditazione, la riflessione e l’azione del suo creare. 

Nell’atelier di Aurora Iogà l’artista ci permette di esplorare uno spazio domestico fatto di oggetti, di gesti, di sapori.. particolarmente comunicativo, in grado di raccontare storie tra tele e colori, contrapponendosi alla vita quotidiana che invece procede al di fuori delle finestre.

Aurora privilegia utilizzare tecniche pittoriche diverse.

Nelle opere dell’artista convivono due anime complementari e inseparabili, che spaziano fra l’astratto e il figurativo.

Il desiderio di avere un posto tutto suo per dipingere è stata una necessità: i materiali sono tanti, e lo spazio dove sporcare, dove interrompere senza necessariamente mettere in ordine non basta mai ad un artista.

Per lei il suo atelier è una vera e propria tana lontano da occhi indiscreti, da aprire solo a chi vuoi tu, insomma, il sogno per chiunque abbia scelto l’universo dell’arte per esprimersi.

Aurora ha iniziato a dipingere nel 2004, grazie a suo marito che le regalò un cavalletto e i colori a olio, che, ha confessato, non sapeva nemmeno usare.

Mi si spalanco un mondo  e da lì iniziò provando e riprovando, sperimentando soggetti e tecniche diverse dal figurativo al più recente astratto.

Alterna figurativo e astratto senza che uno escluda l’altro, non si sente vincolata, vuole essere libera di esprimersi a secondo del suo stato d’animo e di ciò che sente.

Nulla è lasciato al caso, ogni colore utilizzato ha un significato, ed è frutto di ricerca ed emozione.

I temi che tratta più spesso, sono quelli che riguardano la natura.

In primis nidi  che per lei  rappresentano la vita, danno un senso di protezione e uccellini, ma anche paesaggi rurali, tramonti, non tralasciando luoghi urbani.

Giuseppina Irene Groccia

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