Uno sguardo sul Mondo di Alma Idrizi…

Alma Idrizi
Alma Idrizi

Sperimentatrice nel DNA  Alma Idrizi pittrice, fotografa, scultrice e designer di gioielli, una personalità decisamente eclettica nel panorama artistico Italiano e non…

Lasciamo volentieri che sia lei a raccontarsi attraverso le risposte alle nostre domande .

Il tuo primo contatto con l’arte?

Considerando che la vita ed il mondo è una grande opera d’arte, direi che  l’approccio dell’essere umano all’arte inizia con il primo contatto con il mondo.

Ho iniziato a dipingere molto presto, da bambina alle scuole elementari e dai miei primi ricordi mi è rimasto impresso l’hobby di mio padre e il suo bellissimo ritratto di mia madre. Ricordo che sedevo accanto a lui e osservavo con ammirazione ogni suo abile movimento nel disegnare e al contempo sognavo di fare lo stesso nel futuro.

Ovviamente varie visite a mostre, teatri, concerti e musei hanno rafforzato il mio interesse per l’arte.

Quando hai capito che l’arte sarebbe diventata da passione a professione?

Impossibile determinare il momento esatto, ma certamente a 13 anni, quando ho dovuto decidere gli studi che dovevo seguire, e nonostante le pressioni familiari, che mi volevano medico, ho optato per la scuola d’arte.

Quello è stato anche il momento che mi sono realmente ribellata per la prima volta alla mia famiglia, e posso dire che non mi sono mai pentita, anche perchè l’arte cura.

La tua prima opera?

La mia prima opera, direi di quelle più interessanti e che ricordo con piacere è stata realizzata durante la guerra in Kosovo.

Vedendo i rifugiati che giungevano in Macedonia ero ispirata alla creazione di questa opera che ha vinto anche un concorso nazionale.

Rappresentava il terrore della guerra.

Per fare arte , bisogna averla studiata?

Difficile dare una risposta, direi si e no.

No, perché la conferma è che nella storia e nell’era contemporanea conosciamo grandi artisti che non si sono formati nelle scuole e nelle accademie d’arte ma nonostante ciò hanno realizzato delle opere meravigliose che sono e rimarranno nella storia dell’arte.

Si, perché imparare le tecniche e studiare dai maestri significa crescere sia come artista che come persona.

Come scegli cosa ritrarre ?

Cerco di essere un attento osservatore del mondo che mi circonda, dell’ambiente e delle persone.

Sono innumerevoli gli stimoli e le attrazioni, ma ciò che soprattutto mi attrae sono gli stati psicologici che si leggono nei volti e negli occhi dei soggetti.

Momenti silenziosi che raccontano storie molto più che delle parole.

Cerco e cercherò sempre in modo piu sintetico possibile di mostrare ciò che non è ovvio in superficie.

Se potessi incontrare un artista del passato , chi e cosa gli chiederesti?

Sceglierei tanti artisti, ma soprattutto Michelangelo, Leonardo da Vinci, Vermer, Caravaggio, Goya.

Mi piacerebbe incontrarli per domandargli quale è stato il pensiero che li ha mossi a realizzare le opere sublimi che hanno lasciato.

Vorrei essere presente nei loro studi per osservare e imparare.

Se incontrassi te stesso a 18 anni cosa ti consiglieresti ?

Tutto quello che cerchi e che ti serve, è dentro di te.

Quanto conta la comunicazione ?

Sebbene l’arte in sé è stato ​​uno dei primi strumenti di comunicazione con la quale l’essere umano si è espresso fin dall’antichità, oggi la comunicazione è uno degli strumenti più importanti per il successo in tutti i campi.

Soprattutto per gli artisti contemporanei la comunicazione è uno strumento fondamentale per creare legami e collaborazioni sia con i pubblico sia con varie agenzie e gallerie.

Che differenza c’è, nella percezione dell’arte tra Italia e estero?
Ritengo che la percezione dell’arte è sempre relazionata alla cultura e all’economia di un popolo e questo si ravvisa in tutto il mondo, a prescindere dalla nazionalità.

Cosa ti aspetti da un curatore ?

Promozione, comunicazione, gestione degli eventi, ricerca delle gallerie, degli sponsor e dei collezionisti.

Cosa chiedi ad un Gallerista ?

Gli artisti sono consapevoli che non esiste un vademecum che possa andar bene per tutti, ci sono numerose variabili da considerare, ma cio che ogni artista si aspetta da un gallerista è quello di essere  sempre aperti a collaborazioni e curiosi su tutte le novità che possono, anche con le nuove tecnologie, aiutare a dare visibilità alle mostre, eventi e varie iniziative, contribuendo a far aumentare le quotazioni e la notorietà degli artisti con una continua e attenta analisi dei trend di mercato, per individuare e indirizzare gli artisti sul mercato nazionale e internazionale.

Quanto contano per te la luce e il colore?

La luce e il colore svolgono un ruolo fondamentale nelle creazioni delle mie opere, essi rendono possibile la percezione tridimensionale, attribuiscono qualità alle superfici, mediante riflessi che le rendono smaglianti o vibranti di minute tessiture e con la sua posizione rispetto all’oggetto o all’ambiente creano giochi chiaroscurali che esaltano o annullano la modellazione dei volumi.

Con la loro ampiezza e potenza creano illuminazioni diffuse o concentrate, violente o delicate, che attribuiscono un carattere espressivo alle opere.

Sono gli elementi che uso per creare atmosfere o sensazioni nelle opere,   cercando di raggiungere l’effetto più forte sulle emozioni dell’osservatore.

Cos’è per te l’arte?

Per me l’arte rappresenta unione tra la spiritualità e coscienza. Essa è energia vitale e verità, bellezza e armonia.

Un’esigenza quotidiana. Il mio essere.

Grazie Alma per il tempo dedicatoci

Alessio Musella

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