Salvatore Cammilleri, tra simbolismi e luce…

Salvatore Cammilleri
Salvatore Cammilleri

Il linguaggio creativo di Salvatore Cammilleri fluttua tra simbolismi e luce ,ma che non vi tragga in inganno l’impatto pop delle sue opere , perchè… ma lasciamo che sia l’artista a raccontarsi attraverso le risposte alle nostre domande.

Il tuo primo contatto con l’arte?

Alle scuole medie avevo un libro di antologia che in copertina aveva “Il violinista” di Chagall… Il libro era sempre chiuso perché guardavo solo la copertina.

Quando hai capito che l’arte sarebbe diventata da passione a professione?

All’età di 35 anni ho realizzato il mio sogno da bambino: fare un cartone animato; infatti,  dopo aver creato il cartone animato “Sciatto il gatto” è cambiato tutto.

La tua prima opera?

Tanti sono stati i disegni,  le pitture, ecc… ma quella che considero la mia vera e propria opera prima è “Opss!” che, non a caso, è una donna alata incinta.

Per fare arte, bisogna averla studiata?

Ovviamente sì. Infatti c’è chi fa un percorso accademico o chi, come me, è autodidatta, ma, comunque bisogna sempre apprendere le tecniche e conoscere la storia dell’arte. 

Come scegli cosa ritrarre?

Non eseguo ritratti. Nella mia ricerca artistica mi faccio guidare del mio senso ironico.

Quanto è presente nei tuoi lavori la tua terra?

Essendo siciliano il mio punto di vista è caratterizzato da una drasticità tipicamente siciliana; anche se la mia terra non è presente a livello figurativo, il mio sentire, che poi riverso nelle mie opere è contaminato da questo punto di vista.

Ultimamente, in una serie di opere che sto sviluppando, ho sentito la necessità di rappresentare la Sicilia per come la vedo.

Un aneddoto che ricordi con il sorriso?

Ho un progetto interattivo chiamato “PROTEIC O…” in cui le persone attraverso una videoinstallazione, prendono le uova, le rompono, le  friggono e le mangiano.

Durante una di queste occasioni alcuni bambini si  sentirono talmente coinvolti che nel momento in cui erano finite le uova, per far sì che la performance continuasse, si offrirono con molto entusiasmo di andare a comprare altre uova.

Se potessi incontrare un artista del passato, chi e cosa gli chiederesti?

Vorrei incontrare Caravaggio e mi limiterei ad osservarlo mentre dipinge.

Se incontrassi te stesso a 18 anni cosa ti consiglieresti?

Consiglierei a me stesso di dare più retta all’istinto piuttosto che alla ragione. 

Quanto conta la comunicazione?

Oggi, in arte, tantissimo, ma non può essere tutto.

Che differenza c’è, nella percezione dell’arte tra Italia e l’estero?

In Italia abbiamo un passato che all’estero ci invidiano, però noi italiani siamo rimasti troppo ancorati a questo passato senza guardare al futuro.

Questo, oggi, rispetto all’estero ci fa essere in difetto. 

Cos’è per te l’arte?

L’arte è la mia vita, non saprei spiegarlo meglio di così. 

Cosa ti aspetti da un curatore?

Che abbia cura del mio lavoro.

Cosa chiedi ad un gallerista?

Posso dire che se il gallerista non crede fortemente mio lavoro artistico,  non sarà mai in grado di proporlo al meglio.

Quanto contano per te la luce e il colore?

Avendo uno stile pop contemporaneo luce e colore hanno una grande importanza.

Anzi, la luce è una mia caratteristica ed ha sempre accompagnato la mia ricerca.

Grazie Salvatore per il tempo a noi dedicato

Alessio Musella

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