Roberta Ubaldi, tecnica, sperimentazione e passione.

Roberta Ubaldi
Roberta Ubaldi

Parola d’ordine per l’Artista Roberta Ubaldi è sperimentazione

Sono diversi i materiali che ha utilizzato per realizzare le sue opere.

Oggi lavora con lamiere di ferro in cui l’ossidazione creata dal tempo diventa protagonista

La sua passione per il corpo umano, racconta di una matrice ancora volutamente figurativa dove la ruggine che l’artista trasforma in immagine di bellezza agisce raccontando il tempo…

Lasciamo che sia lei a raccontarsi attraverso le sue risposte alle nostre domande

Quando hai capito che l’arte sarebbe diventata da passione a professione?

Ancora me lo chiedo!

Creo perché ne avverto la necessità da sempre.

Ho capito che potevo farne una professione quando una Galleria d’arte, con cui ancora collaboro, ha voluto i miei lavori e li ha venduti.

La tua prima opera?

L’ho ancora in studio!

Un “mini quadro”, tempera su tela che raffigura un paesaggio.

Avevo 7 anni!

Il mio primo ed unico paesaggio.

Da allora ho disegnato e dipinto solo il corpo umano.

Per fare arte bisogna averla studiata?

Non credo.

Ma non credo neanche nell’improvvisazione.

Per quanto mi riguarda ho sentito e sento la necessità di conoscere la vita e la filosofia degli artisti che mi hanno preceduto.

Il motivo profondo che li ha spinti a visualizzare la loro anima ed il loro pensiero.

Come scegli cosa ritrarre?

Sono periodi dove un mio sentire profondo si visualizza.

Amo la figura umana in un contesto non definito.

Tracce di ruggine e la mia pittura a creare nuovi “mondi”!

Quando dipingo mi lascio guidare dal consiglio che Corot diede a Redon a Barbizon “mettere sempre accanto ad una certezza un’incertezza”

Parti anatomiche molto realistiche(certezza) in simbiosi con i “ricami” della ruggine (incertezza).

Un aneddoto che ricordi con il sorriso?

Circa 16 anni fa’, quando ho iniziato la mia pittura ad olio su lamiera ossidata, chi seguiva il mio lavoro mi domandava come mai avessi avuto quel cambiamento repentino.

La mia risposta era questa “E’ adesso che ho iniziato!

E’ adesso che intravedo la mia anima in quello che creo, ed è solo l’inizio del viaggio”

Se potessi incontrare un artista del passato, chi e cosa gli chiederesti?

Non potrei scegliere, ho troppe curiosità e troppi artisti che vorrei incontrare.

Se incontrassi te stessa a 18 anni cosa ti consiglieresti?

Iscriviti all’Accademia!

Poi rifletto e penso che non sarei Roberta di adesso, con mille domande e dubbi che mi fanno andare avanti, curiosa e malinconica.

Non mi consiglierei nulla!

Voglio essere me stessa senza modifiche!

Quanto conta la comunicazione?

Molto, ma soltanto se c’è il talento!

Ci vuole onestà e perseveranza nel portare avanti il proprio percorso artistico e capacità nel selezionare le persone con i mezzi per veicolarlo.

Che differenza c’è, nella percezione dell’arte tra Italia ed estero?

In Europa sicuramente investono di più nell’incentivare la produzione artistica con sostegni economici notevoli.

Ma non dimentichiamo che i più grandi artisti nel tempo sono italiani, i mecenati più illuminati lo stesso.

Non dobbiamo sottovalutarci.

Tornare a scommettere nell’artista, sostenendo il talento e la libertà per coltivarlo anche economicamente!

L’arte ci interroga e trasmette emozioni, ma può incidere anche nell’economia.

L’Italia deve avere il coraggio di investire di più sugli artisti come hanno fatto i grandi mecenati del passato.

Cos’è per te l’arte?

E’ un nuovo modo di vedere l’esistente.

L’opera ti deve interrogare, muoverti dentro sensazioni.

Cosa ti aspetti da un curatore?

Rispetto e valorizzazione del mio lavoro.

Cosa ti aspetti da un gallerista?

Apprezzamento per le opere, promozione e vendita.

Quanto contano per te luce e colore?

La luce è tutto!

Amo il monocromo, nei miei quadri non ci sono contrasti di colore.

Lascio alle diverse tonalità dei pochi colori che uso, la percezione del volume.

Tutto poco definito, molto sfumato.

SOGNANTE!

Grazie per il tempo dedicato e per la piacevole chiacchierata

Alessio Musella

Intervista in collaborazione con Figurabilia

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L’Arte elimina le differenze, Thomas Prearo,pittore diversamente abile, quel diversamente lo rende unico.

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