Paola Marucci, Gallerista e imprenditrice

PAOLA MARUCCI

Ogni gallerista ha la sua storia, la sua idea di come condurre un galleria, come scegliere gli artisti , come gestire i rapporti con le varie figure che compongono il mondo dell’arte.
Conosciamo meglio attraverso questa breve intervista ,Paola Marucci , co-titolare con Emanuele Venturini della galleria OBLONG.

Cosa ti ha spinto ad entrare nel mondo dell’arte come gallerista ?

Mi sono trasferita da venti anni a Pietrasanta ed in tutto questo periodo, giorno dopo giorno, ho cominciato ad appassionarmi in maniera viscerale all’arte, con particolare riguardo alle sculture.
Entrare in un laboratorio di marmo od in una fonderia di bronzo è una esperienza unica e quando ti emozioni di fronte a certe situazioni vuol dire che vale la pena seguire la passione,. Insomma è stata una scelta più di cuore che di testa.

Il nome Oblong come lo avete scelto ?

E’ stato scelto perche io e la mia partner Emanuela Venturini abbiamo due formazioni e due caratteri completamente diversi che tuttavia hanno trovato una sintesi nel progetto: ecco Oblong è l’unione di due figure geometriche, il quadrato ed il cerchio ed esprime perfettamente questo concetto

Avete aperto da pochi mesi a Dubai, come viene percepita l’arte nell’emirato ?

Nel Middle East comincia ad esserci una grande sensibilità nei riguardi dell’arte, lo dimostra anche la nascita del Louvre ad Abu Dhabi, è un terreno vergine ma fertile. Il nostro progetto è una scommessa assolutamente interessante ed io sono molto attratta da nuovi progetti soprattutto se difficili.

Che ruolo credi debba avere , oggi, il gallerista?

Il gallerista deve essere un tramite che non soltanto rende disponibile il lavoro dell’artista, ma trasferisce il messaggio che è insito nella creazione dell’opera nonchè la personalità dell’artista stesso. Amo lavorare con artisti che apprezzo non solo per il loro lavoro ma anche per il carattere e la personalità: solo così posso trasferire l’entusiasmo al collezionista.

Quanto conta la comunicazione nel mondo dell’arte?

Ovviamente conta molto ma non credo che sia sufficiente a rendere eterno un artista.

Che differenza c’è tra , collezionista, esperto d’arte, amante dell’arte ?

Sicuramente il comune denominatore tra le tre definizione dovrebbe essere l’amore per l’arte, , se mi è permesso rispondo in modo ironico :
un collezionista non sempre è un esperto d’arte, un esperto d’arte non sempre è un collezionista, ma entrambi sono amanti dell’arte.

Come scegli gli artisti da proporre ?

Esclusivamente con il cuore.

Chiudo con un’ultima domanda molto diretta:
Esiste l’esclusiva di trattare un artista ?

Amo lavorare con artisti che apprezzano la differenza fra essere in poche gallerie ma buone piuttosto che quelli che inflazionano il mercato

Grazie per aver risposto senza filtri alle domande , e per il tuo tempo
Alessio Musella

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