Maria Marchese: Poesia e Curatela…

Maria Marchese

Nata a Como, classe 1974 si esprime attraverso il linguaggio della poesia e si è avvicinata al mondo dell’arte da autodidatta , sapendo cogliere anima e colori , svincolata da da percorsi accademici …

L’abbiamo Intervistata lasciando a lei , le parole per raccontarsi…

IL TUO PRIMO CONTATTO CON L’ARTE?

L’incontro, con la I maiuscola, è avvenuto presso una dimora privata, ove mi ero recata per sostenere un colloquio di lavoro; i proprietari sono, da sempre, dediti all’amore per l’arte e per la cultura tutta.

Dischiuso l’uscio, ivi ho trovato, ad accogliermi, il padrone di casa e, appeso ad una parete, un dipinto di un famoso artista neoavanguardista degli anni ’60. In quel preciso istante è nato tutto.

CHE FORMAZIONE HAI AVUTO?

Ho conseguito la maturità scientifica, poi mi sono iscritta al prestigioso istituto di moda&design Marangoni, a Milano. Improvvisamente, per una serie di accadimenti personali, ha lasciato questo percorso, intraprendendo, poi, studi nel campo socio/assistenziale. Nella dimora sopracitata, ha inizio, invece, il mio cammino, in termini di apprendimento da autodidatta, nella condizione artistica, letteraria e filosofica.

QUANDO HAI CAPITO CHE L’ARTE SAREBBE DIVENTATA DA PASSIONE A PROFESSIONE?

Dopo la pubblicazione di una silloge poetica (Le scarpe rosse-Tra tumultuoso mare e placide acque, Libeccio editore 2017) , i cui brani sono stati ispirati da musiche classiche, operistiche e dalle arti visive, ho iniziato a presentare quest’ultima in molteplici sedi.

Nel frattanto ho aderito, come autrice, ad un’associazione culturale milanese, che raccoglie personaggi meritevoli, provenienti da diverse discipline. Durante alcune manifestazioni artistiche promosse da Nuovo Rinascimento (questo il nome dall’associazione) ,  ho avuto modo di incontrare personalmente diversi valenti artisti e, mettendo a frutto le conoscenze acquisite negli anni precedenti, ho realizzato alcune disamine riguardanti elaborati pittorici, da loro, realizzati.

Ciò mi ha resa oggetto di interesse, da parte di varie figure, impegnate in diversi contesti. Da lì mi sono pervenute richieste e incarichi nell’ambito artistico/letterario, tra cui la collaborazione con la rivista internazionale LE MUSE, il blog di critica artistica e cultura dell’Università Insubria nonché la nomina a curatrice artistica per Nuovo Rinascimento.

COME SCEGLI GLI ARTISTI O I PROGETTI DA SEGUIRE?

Avendo un’inusuale cifra stilistica, per quanto riguarda la sfera scrittoria, dopo che l’artista decide che essa può rappresentare la “giusta veste”  per il suo percorso professionale, intraprendo un cammino, congiunto, di conoscenza. Esso rappresenta, a mio avviso, la condizione sine qua non per poter addivenire ad una collaborazione  precipua e efficace, che renderà, quindi, paghi entrambi sotto ogni punto di vista.

UN ANEDDOTO CHE RICORDI CON IL SORRISO?

Tutto la percorrenza degli ultimi 3 anni, invero, mi muove a sorridere e a stupirmi: se mi volto a rileggere gli inconsapevoli passi che, dal punto di partenza, mi hanno condotta qui, oggi, prendo contezza che la vicenda ha il profumo dell’incredibile. Sono una persona molto riservata, che ha condotto un’esistenza quasi claustrale: l’arte e la poesia mi hanno strappata a quest’ultima e sono state giovevoli di grandi raggiungimenti, in termini di evoluzione personale.

SE POTESSI INCONTRARE UN ARTISTA DEL PASSATO, CHI È COSA GLI CHIEDERESTI?

Salvador Dalì. Mi dedicherei all’ascolto più assoluto, per poterne conoscere le pieghe più intime e inusuali.

QUANTO CONTA LA COMUNICAZIONE?

La comunicazione è indispensabile, sotto ogni punto di vista; essa, però, si deve manifestare in maniera intelligente, umana e proficua. Diversamente, essa vanifica i progetti, allontana da un’eccellente realizzazione di questi ultimi e, in taluni casi, diviene dannosa.

CHE DIFFERENZA C’È, NELLA PERCEZIONE DELL’ARTE TRA ITALIA E ESTERO?

Ritengo che l’arte, se rasa unicamente oggetto di mercificazione, subisca un importante danno. Per il resto, a mio avviso, tutto dipende dall’approccio personale dell’artista e dell’entourage, del quale quest’ultimo si circonda.

COS’È PER TE L’ARTE?

L’arte rappresenta, per me personalmente, un caposaldo, foriero di evoluzione personale e un lenimento per mente e anima. Essa rende paghe diverse condizioni umane.

PER PROPORRE ARTE BISOGNA AVERLA STUDIATA?

Ritengo che l’improvvisazione non sia giovevole ne, tantomeno, un bagaglio culturale, fine a se stesso. Per proporla, a mio personale avviso, è necessario viverla in maniera viscerale: ciò comprende la conoscenza (affrontando, quindi, approfondite continue ricerche), un’innata sensibilità nonché un’indiscussa passione.

COSA CHIEDI AD UN GALLERISTA

Il mercato dell’arte è, attualmente, soggetto a molteplici condizionamenti, a scapito della qualità artistica stessa. Serietà e coerenza sono premesse fondamentali.

Grazie Maria

Alessio Musella