Luca Ricchi , da Fotografo a Gallerista

bel-air fine art - contemporary art galleries
luca ricchi

I percorsi che portano ad intraprendere la carriera di Gallerista, sono sempre diversi, non per forza devi aver studiato l’Arte , per proporla e spiegarla , in questo caso abbiamo intervistato Luca Ricchi , Bel-Air Fine Art – Contemporary Art Galleries, che dopo oltre due decenni dedicati alla fotografia , ha scoperto la passione di vendere Arte .

Quando hai deciso di occuparti di Arte?

Nasco come fotografo , ho lavorato dietro all’obbiettivo per oltre 20 anni, ma sono sempre stato attratto dall’arte.
Ho iniziato ad interessarmi all’arte circa 15 anni fa.
Ho incontrato , quello che adesso è il mio Partner professionale a Saint Tropez , nel 2010, iniziando una prima collaborazione a Verbier in Svizzera, dove risiedo, avendo trovato la giusta sinergia, nel 2011

nel 2013 ho abbandonato la mia carriera di fotografo , ho trasformato tutto il mio fondo foto in Galleria .
Dal 2011 quando mi proposero di aprire a Forte dei Marmi, risposi di si, ma essendo Maggio, trovare un fondo non era facile, e trovammo spazio per esporre presso un prestigioso atiquario, che fino ad allora aveva trattato solo Antiquariato di alto livello, iniziando di fatto a mischiare l’antico con il moderno , e fu un buon connubio, che infatti, a prescindere dalla nostra presenza, la titolare della location decise di portare avanti.
Nel 2012 Decidemmo di aprire da soli Bel-Air Fine Art – Contemporary Art Galleries e per diversi anni siamo stati presenti in loco.

Oggi qual’è secondo te il ruolo del gallerista ?

In teoria dovrebbe essere sempre lo stesso, trovare nuovi artisti, spingerli, proporli, organizzando delle personali, portandoli nelle fiere, e comunque se parliamo in termini di risultati ,di sicuro sono di medio lungo termine .

Il rischio del gallerista oggi è di promuovere un Artista e poi vederlo andare via nel momento in cui inizia ad avere buoni risultati o venga lusingato da altre gallerie, per evitare questa situazione è possibile gestirli in esclusiva contrattualizzandoli ?

Molto difficile, perchè in teoria per farlo dovresti comprare tutto quello che fa, con non pochi rischi, e questo è più facile riesca a farlo un mercante d’arte, che rimane una figura tra le migliori da avere come partner per una Galleria.

Quanto è importante inaugurare una mostra per presentare personali o collettive ?

Dipende da come imposti la galleria;
Noi abbiamo opere e artisti con diversi prezzi , mentre si sono Gallerie che propongono solo opere di un certo valore.
Le gallerie come siamo noi , in stile americano, tra design e arte , hanno sempre bisogno di ampliare il portafoglio di potenziali clienti, e non possono puntare solo sulla vetrina, mentre per una tipologia di galleria come sopra citata , non ha senso promuovere in loco artisti storicizzati e già famosi .
Anche noi pensiamo sia importante dedicare spazio ai “Master”, proprio per far si che il collezionista ,entrando possa trovare qualcosa di suo interesse , per poi guardarsi intorno.
Quando abbiamo esposto Bansky , i collezionisti arrivavano , questo significa che non puoi esporre solo emergenti, ma devi avere anche i più quotati e riconosciuti per fare da traino ai giovani, ( il termine giovane nell’Arte, non è prettamente legato all’età dell’artista, ma alla data di inizio carriera ).

Come spingi gli artisti ?
Organizziamo eventi :le personali preferiamo presentarle in città importanti come Parigi, Londra Milano, tenendole non piu di 3 settimane, mentre in luoghi turistici, impostiamo collettive per mostrare più artisti possibile al potenziale cliente .

Come scegli gli Artisti ?

Io propongo al mio partner a Ginevra che comunque è attivo nello scouting artistico da sempre, e questo mi permette anche di potermi avvalere di diversi artisti da esporre in galleria che arrivano dalle sue scelte .
Una Caratteristica importante per decidere se puntare su un artista, per il nostro modus operandi, è la sua produzione , perchè se ha pochi pezzi diventa difficile proporlo,: noi abbiamo un network di 15 Gallerie alle quali fornire le opere .e almeno 3 pezzi a galleria , se vuoi promuovere un artista li devi posizionare.

Forniamo una piattaforma per vendere e promuovere, ma gli artisti devono essere in grado di soddisfare le richieste in termini di numeri di opere.
Ad ogni modo i canali per venire in contatto con gli artisti sono sempre li stessi, web, fiere e incontri inaspettati, molti vengono a proporsi in galleria .

Quale cliente è più facile da soddisfare?

Paradossalmente chi non ha la cultura dell’arte, perchè cerca l artista riconoscibile da poter posizionare in casa e mostrare agli amici , difficilmente comprerà mai un artista emergente anche se gli spieghi che tra 5 anni potrebbe valere 3 volte tanto, e non ne fa una questione di prezzo

Chiudo questa intervista chiedendoti un aneddoto che vuoi raccontare capitato in questi anni ?

Molte persone nell’osservare alcune opere in cui c’è un lavoro di prospettiva e inclinazione delle immagini, mi chiedono se c’è un telecomando che fa muovere l’opera, non capendo le regole applicate nel disegno tradizionale, e rimangono stupite nel constatare che nulla di elettronico è presente nella creazione dell’artista..

Se dovessi scegliere qual’è la miglior tipologia di cliente ?

Il miglior cliente rimane la persona educata, che solitamente è anche una persona con possibilità economiche , dimostra di rispettare il tuo lavoro, e lo capisci da subito, dal primo saluto, chiede, ascolta e dialoga, mentre altre persone, che entrano in galleria , come prima cosa chiedono uno sconto per fare un affare, li trovo arroganti e poco rispettosi in primis del lavoro dell’artista,, intendiamoci al tavolo delle trattative uno sconto è sempre lecito chiederlo, ma non certo esagerato, altrimenti , se ti viene concesso, è proprio il gallerista che passa da poco serio e soprattutto non tutela le opere che espone .

Domanda d’obbligo : Progetti futuri ?

Stiamo pensando di Aprire a Milano e Capri,

Grazie per il tuo Tempo Luca
Alessio Musella

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