Intervista a Mauro Moriconi, Digital Artist

mauro moriconi
mauro moriconi

Mauro Moriconi nasce a Lucca nel 1980. Dopo aver concluso gli studi al liceo artistico di Lucca, si trasferisce a Firenze dove frequenta l’Accademia di Belle Arti, i suoi progetti fotografici e artistici portati avanti nel corso degli anni sono molteplici e tutti visionabili visitando il suo sito www.mauromoriconi.com

Noi ci siamo limitati a fare quale domanda al Digital Artist, per meglio capire i suoi dove, come e perchè…

Il tuo primo incontro con l’arte?
Da bambino ho il ricordo di mio padre che, da piccolo collezionista, portava a casa opere di artisti toscani. Rammento ancora il fascino che i dipinti suscitavano in me, ed io che cercavo sperimentare quelle tecniche così diverse tra loro e che mi trasmettevano tanta energia.Ricordo perfettamente la tenacia con cui sul tavolo di cucina cercavo di realizzare le mie prime opere con strumenti improvvisati e recuperati dagli scarti di imballi, di colori di ogni tipo, disegnavo, pitturavo, coloravo e incollavo e mia madre che mi brontolava per lo sporco che creavo!

Per parlare di arte è necessario aver studiato arte?
Credo che l’arte sia per tutti. Può sembrare banale, lo so, ma da sempre è così, l’arte è comunicazione. Altra cosa è conoscere esattamente i periodi artistici e le biografie degli artisti. Io per esempio sono sempre stato affascinato dalla vita dei grandi del passato: per questo ho studiato e sono un professore di Storia dell’Arte.

Se potessi incontrare un’icona del passato chi sarebbe?
Sicuramente sarebbe Michelangelo, per il suo essere artista a 360 gradi, passando dalla pittura, alla scultura. Avrei volto vederlo oggi, con una mente geniale come la sua, per capire come si sarebbe rapportato all’arte contemporanea. E poi un cosa in come l’abbiamo… Anche lui ha fatto il TONDO ! 🙂

Mi racconti un aneddoto che ricordi con il sorriso?
Ai tempi della scuola media la mia professoressa di educazione artistica ha creduto molto nel mio essere artista. Mi incoraggiava ad essere me stesso e a esplorare e sviluppare stili miei, forse per l’epoca poco convezionali. Alcuni dei miei disegni furono incorniciati dalla scuola, che se ne faceva un vanto. Nel 2017, durante la mia retrospettiva organizzata dalla fondazione Banca del Monte di Lucca, intravidi in fondo alla sala conferenza la stessa prof, che mi venne incontro e mi disse che era certa da sempre di questo successo.

Quanto conta oggi la comunicazione?
La comunicazione oggi è fondamentale per tutti, specialmente quella visiva: viviamo in un mondo di immagini. Sto lavorando molto su questo aspetto, cercando di lavorare sul mio carattere e vincere quel poco di timidezza che mi caratterizza, per far conoscere le mie creazioni a un pubblico sempre più vasto. In questo modo posso condividere all’istante gli sviluppi e i cambiamenti della mia arte con galleristi, collezionisti, o semplicemente con le persone che mi seguono, anche semplicemente postando dei video mentre lavoro nel mio studio, il Moriconi’s Studio . Tra l’altro, durante il periodo del lockdown una galleria di Santa Monica, California, mi commissionò un video per raggiungere più persone possibili e mostrare loro come vivevo e cosa producevo in quei giorni.

Cos’è per te l’arte?
L’arte è il mio mondo, è il mio modo di dire “hey ci sono!”

Cos’è per te la fotografia ?
La fotografia oggi è il più diffuso mezzo di comunicazione: un telefonino può immortalare un momento importante, e le foto possono essere manipolate in infiniti modi con delle app. Adesso questo processo elementare è alla portata di tutti. Ma fotografare non rende necessariamente il fotografo un artista. La fotografia per me è solo la base tecnica, il supporto a partire dal quale lavorare, e al quale applicare le competenze acquisite in Accademia in ambito pittorico a un mezzo non pittorico. Ecco perchè tanti mi chiedono se le mie opere siano pittura o fotografia.

Come è cambiato il ruolo del gallerista?
La gallerista adesso deve saper comunicare al meglio con i mezzi tecnologici per promuovere e curare gli artisti che tratta.

Come costruisci le tue immagini ?
Le mie immagini nascono dalla pellicola Polaroid, che, invece di essere impressa mediante la macchina fotografica, viene manipolata. La pellicola per me non è altro che una tela su cui dipingere, e i miei colori sono i reagenti chimici inseriti al suo interno. Niente è casuale, anzi, la parte più difficile ed eccitante è rappresentare affioramenti di isole, desertificazioni, glaciazioni, derive di continenti, panorami che accendono l’immaginazione e sollevano dubbi sull’origine e sul destino del nostro ecosistema, mantenendo il controllo totale del processo pittorico, lasciando però in chi osserva l’opera l’impressione che sia la pellicola a cercare la propria via per esprimersi.  

Grazie Mauro per il tempo a noi dedicato

Alessio Musella

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Erika Lacava, Curatrice.

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