Delta NA, due anime sovrapposte

delta na

Sfumature ammalianti e inattese sovrapposizioni rivelano un mondo in continua evoluzione i cui significati profondi colpiscono dritto nell’anima.

Conosciamo meglio i Delta N.A.

Il primo contatto con l’arte?
Sicuramente da bambini ad entrambi piaceva disegnare e colorare, poi a scuola abbiamo iniziato a sviluppare un interesse maggiore e più concreto, iscrivendoci a corsi di disegno, manipolazione della creta e simili; abbiamo iniziato ad apprendere e a spalancare gli occhi sulle infinite possibilità della mente creativa. Lo studio della storia dell’arte, alle medie e al liceo, con il rinascimento italiano, l’impressionismo, le opere di Salvator Dalì, Mirò, De Chirico, Modigliani e Chagall, ha lasciato il segno sconvolgendoci definitivamente. Picasso e il cubismo invece li abbiamo capiti dopo ed è stata una ventata di immensità per la nostra mente.

Quando hai capito che l’arte sarebbe diventata da passione professione?
Tutto inizia sempre come un gioco, ma se sei un artista l’arte inizia a scavare dentro di te, sempre più in profondità, fino a non lasciare spazio per altro. Esiste solo lei, nella tua mente, nel tuo cuore, nel tuo tempo. Allora diventa per forza una professione.

La tua prima opera?
I nostri primi lavori erano su cartone, eravamo intimoriti dal dipingere come i veri artisti sulla tela, non ci sentivamo all’altezza. L’umiltà ci ha accompagnato per un lungo percorso insegnandoci il valore ed il significato dell’espressione artistica e solo anni dopo il nostro inizio ci sentimmo pronti ad utilizzare supporti professionali come la tela e ad utilizzare finalmente i colori ad olio da cui non ci siamo più separati. Consideriamo come prima opera vera e propria “Into your Arms” un quadro floreale che ci aprì, anni fa, le porte della galleria Soho a Beverly Hills, in California.
Avevamo lavorato sodo per creare qualcosa di grande, che lasciasse il segno, ma avevamo paura di mostrare il risultato a chiunque e ricordiamo ancora con piacere che ad incoraggiarci fu Walter Nudo

che per primo vide la serie di opere che avremmo presentato nel nostro studio di Los Angeles e ci disse che erano bellissime e lo emozionavano e di stare tranquilli perché la mostra sarebbe andata bene. E così fu. Da allora ogni volta che dipingiamo una nuova serie di quadri, Walter Nudo è il primo a ricevere un’immagine in anteprima, ha sempre delle belle parole e ci ha sempre portato fortuna.
Ad essere sinceri per noi ogni opera è come se fosse la prima perché in qualche modo sentiamo in ogni tela di essere andati avanti nell’esplorare l’arte…dipingere, scolpire, sono attività che potremmo paragonare solo scalare; ogni passo è più vicino alla vetta, ma allo stesso tempo la vetta rimane irraggiungibile e ad ogni passo più ambiziosamente elevata! Il nostro lavoro si fonda sul desiderio di conoscere e andare oltre ciò che già dominiamo e l’arte nelle sue infinite sfaccettature ed immense profondità è l’unico mare in grado di placare il nostro bisogno di aprire la mente ogni volta di più, fino all’ultimo istante della nostra vita….

Come scegli cosa ritrarre?
Non si può scegliere davvero…. Qualcosa ci colpisce e tocca la nostra anima, allora iniziamo a disegnare. Quello è solo l’inizio, perché poi il lavoro a 4 mani sconvolge, arricchisce e scende in profondità così tanto che molte volte dell’input iniziale non resta che una cornice evanescente. Se scegliessimo con la mente cosa dipingere questo divenire nelle forme e nei significati non potrebbe esistere e l’opera sarebbe piatta e deprimente.

Un episodio che ricordi con il sorriso:
Eravamo a Los Angeles, per la prima volta, circa 10 anni fa. Non avevamo mai esposto le nostre opere su una piazza internazionale e volevamo trovare una galleria che ci desse un’occasione. Dipingevamo ammaliati dai colori della California e vivevamo in un motel a Hollywood, lo stesso in cui avevano girato delle scene di Pretty Woman. Lì non c’era spazio per dipingere, così decidemmo di lavorare appoggiando tela e colori in giro per la città. Sentivamo di essere vicini a trovare qualcosa e anche se dopo diversi mesi eravamo rimasti davvero al verde continuammo comunque a dipingere e a cercare. Un giorno stavamo dipingendo in un parco, eravamo tanto immersi nella pittura da non renderci conto del tempo che passava né del mondo circostante, ci sembrava che tutto fluisse nel quadro in una perfetta armonia, quando iniziammo a sentirci osservati; così ci guardammo intorno e ci accorgemmo che dietro un albero c’era qualcuno che si nascondeva… poi affacciava nuovamente la testa e si nascondeva furtivamente appena lo guardavamo. Era un homeless, che probabilmente ci fissava da tutto il tempo mentre dipingevamo. Appena finito il quadro lo firmammo e ci alzammo in piedi. Lui uscì dal suo nascondiglio, ci guardò, noi lo salutammo e lui si spaventò e scappò via correndo e saltando sull’Hollywood boulevard.
In qualche modo il nostro ammiratore ci portò fortuna perché quell’opera fece innamorare il curatore di una galleria di downtown L.A. che decise di includere il nostro lavoro in una mostra che si sarebbe tenuta di lì a pochi giorni. Fu la nostra prima esibizione in U.S.A.

Che differenza c’è nella percezione dell’arte tra Italia ed Estero?
È difficile parlare del proprio paese, siamo troppo coinvolti e spesso ne vediamo solo i difetti. Quello che ci piace dell’Italia è che è il posto perfetto dove creare, col suo ritmo morbido e rilassato. C’è però da dire che all’estero il rispetto per l’arte e per chi la persegue come professione è molte volte più consistente, mentre qui purtroppo si stenta a credere che impegnarsi a fondo nell’espressione artistica possa davvero essere un lavoro degno di questo nome. Questo è molto strano, visto il passato artistico del nostro paese e viste le rivoluzioni che le menti illuminate dei grandi artisti hanno portato nel mondo.

Cosa ti aspetti da un gallerista?
Abbiamo scelto di non aspettarci niente da nessuno. Siamo cresciuti dando il massimo e pensando che i nostri successi sarebbero dipesi interamente da quanto fossimo riusciti ad ampliare ed approfondire il nostro messaggio. L’arte richiede una totale abnegazione e ripaga chi s’impegna anima e cuore concedendogli attimi di luce e appagamento, è per questi attimi che un artista vive e lavora e se la sorte gli è amica anche il mondo reale gli darà soddisfazione.
Possiamo però dire che apprezziamo chi ama l’arte e fa del suo amore un lavoro trasmettendo ai collezionisti e al pubblico in generale la passione per il linguaggio fine e misterioso delle opere. È sempre importante che un gallerista s’ approcci all’arte con il giusto rispetto e con la giusta dose di entusiasmo e curiosità così da godere lui per primo della gioia di curare una mostra nella prospettiva di mostrare al mondo il lavoro di un artista.


Cosa significa creare in due?
Per noi è l’unico modo di creare; da quando abbiamo iniziato il nostro percorso a 4 mani, siamo rimasti sconvolti nello scoprire quanto ogni nostro segno potesse diventare l’inizio di una forma nelle mani dell’altro, o quanto una variazione sulle linee appena tracciate potesse sconvolgere completamente il significato iniziale di un’opera. Lavorare in coppia ci permette di comunicare attraverso un linguaggio silenzioso che racconta il dialogo dei nostri cuori e fluisce attraverso le nostre menti aperte verso l’infinito.

Quanto conta la comunicazione nell’arte?
Se l’artista è vero quando dipinge, le opere esistono nel mondo ed emozionano; per noi in questo caso la comunicazione funge da amplificatore per il messaggio contenuto nell’opera e diventa un’alleata dell’arte offrendole il sostegno necessario affinchè spicchi il volo: dalla tela al mondo.

Grazie Alessandro e Neva

Alessio Musella

Rimani Aggiornato

Iscriviti alla Nostra Newsletter