Cristina Iotti e la sua “realtà” pittorica….

Cristina Iotti
Cristina Iotti

Disegno e pittura da 20 anni sono parte integrante della sua vita professionale…

Ha sperimentato con successo molte tecniche pittoriche, per poi prediligere le matite colorate…

Lasciamo volentieri a Cristina Iotti il piacere di raccontarsi attraverso le risposte alle nostre domande.

Il tuo primo contatto con l’arte?

Se come primo contatto intendi la prima visione di opere o mostre, sicuramente è stata la visione della Pietà di Michelangelo in San Pietro quando avevo circa 10 anni in un viaggio a Roma organizzato dalla parrocchia, ne rimasi ipnotizzata.

Se intendi contatto di un’ambiente “artistico – creativo” diciamo che ci sono nata in mezzo, in quanto mio padre aveva una mesticheria, negozio dove vendi colori di tutti i tipi e anche prodotti per belle arti, per cui ho iniziato a sperimentare con i colori e il disegno praticamente da sempre nei pomeriggi ed estati passate in negozio.

(Nonostante questo sono stata poi indirizzata, come scuola superiore, a ragioneria, in quanto l’ambiente artistico non era sinonimo di certezza lavorativa).

Quando hai capito che l’arte sarebbe diventata da passione a professione?

Se anche il design o ricerca grafica per ceramiche è inteso come arte, allora lo è stato da quando avevo 22-23 anni, dopo il diploma in illustrazione (che poi presi dopo il diploma di ragioniera).

Se parliamo di arte come disegno e pittura o altre forme d’arte in senso più stretto lo è diventata verso i 37 anni quando ho abbandonato, per diversi motivi, la parte più professionale dell’attività dedicata al design ceramico e ho deciso che mi sarei dedicata appunto esclusivamente solo alla pittura e al disegno.

Ora sono rientrata in parte, ma in modo completamente diverso rispetto al passato, nell’ambito della progettazione di carte da parati firmate coi miei disegni.

La tua prima opera?

Mah sinceramente non ricordo, so solo che fin da bambina ho sempre disegnato e dipinto e spesso “copiavo” le opere e i quadri presenti in casa o mi esercitavo coi libri che insegnavano a disegnare che all’epoca vendeva mio padre, per cui difficile pensare e identificare una prima opera…, poi dipende uno cosa intende per prima opera…quella a cui gli si dà un certo significato o importanza e “status” di opera?

L’inizio di un percorso?

L’inizio di un periodo?

Difficile stabilire quale sia una prima opera…potrei considerare il primo disegno fatto all’asilo come non averla ancora realizzata.

Per fare arte , bisogna averla studiata?

No assolutamente…lo studio può insegnarti eventualmente la tecnica, può darti consigli, ma l’arte intesa come espressione e comunicazione di emozione o stati d’animo o anche come semplice creatività  è tutt’altra cosa… non si può imparare a scuola, poi certo è per me sempre meglio unire la sapienza tecnica, che uno può imparare anche da autodidatta, all’espressione di sé in modo personale.

Diciamo che la tecnica può aiutare ad esprimere meglio anche il concetto.

Ma conosco persone autodidatte, alcune facenti parte anche del gruppo di Figurabilia, che sono brave sia tecnicamente, che hanno una gran forza espressiva e comunicativa e che non l’hanno appresa in nessuna scuola.

Cosa unisce i tuoi dipinti e la musica ?

Più che alla musica le mie opere le trovo più affini alla poesia nel senso che anche nelle mie opere stesse vorrei  far cogliere un senso di poesia e  atmosfere poetiche.

A volte le ho accompagnate anche da versi scritti da me.

Alla musica li ho uniti anni fa scegliendo spesso titoli che si rifacevano a pezzi di testi di canzone, ecco in quel senso sì erano legate anche alla musica, erano una sorta di interpretazione di un testo.

Come scegli cosa ritrarre?

Scelgo in base a quello che mi ispira e che sento in quel determinato momento – periodo.

In genere eseguo delle serie….negli anni ho esplorato un po’ tutte le tematiche: dai ritratti, agli abiti, ai soggetti floreali, figure femminili, all’inizio anche le classiche nature morte, ultimamente le lenzuola e i letti sfatti, che saranno le opere presenti a Figurabilia.

Un aneddoto che ricordi con il sorriso?

Una mia “modella per caso”, cioè una ragazza sconosciuta che avevo fotografato di spalle in occasione di una mostra di un amico, che ha poi visto il quadro, che avevo poi realizzato con lei come soggetto, ben 10 anni dopo passando per caso davanti alla vetrina di una mia gallerista e riconoscendosi…e ancora più curioso era il titolo che avevo dato all’opera:

”So che passerai di qua”

Se potessi incontrare un artista del passato, chi e cosa gli chiederesti?

Beh credo sicuramente Leonardo, gli chiederei semplicemente di poterlo osservare al lavoro e imparare da lui tutto quello che si può imparare.

Se incontrassi te stesso a 18 anni cosa ti consiglieresti?

Meno timidezza, più intraprendenza, più sicurezza in me stessa… e alla fine sono cose che mi consiglierei anche ora…

Quanto conta la comunicazione?

Beh al giorno d’oggi credo molto, forse la comunicazione e saper comunicare attraverso i vari social, l’apparire supera spesso il talento stesso.

Che differenza c’è, nella percezione dell’arte tra Italia e estero?

Non conosco molto la percezione e il mercato estero, da quel poco che so e ho avuto modo di vedere e sentire credo ci sia molto più considerazione dell’artista, molte più opportunità, qua da noi spesso l’artista viene considerato non come un professionista, ma come chi pratica solo un hobby.

Cos’è per te l’arte?

Quella che mi permette di sopravvivere alla vita.

Cosa ti aspetti da un curatore ?

Che sappia capire le tue opere e svolga il suo lavoro  in modo professionale e collaborativo in modo da valorizzarle all’interno dell’eventuale progetto che si fa insieme.

Cosa chiedi ad un Gallerista?

Serietà, competenza e valorizzazione dell’artista.

Quanto contano per te la luce e il colore?

La luce è tutto, è quella che anche nel bianco e nero crea le ombre, senza luce non ci sarebbero ombre.

Luce e colore credo sia due elementi fondamentali specialmente nella mia ultima serie di opere, proprio quella dedicata alle lenzuola che esporrò.

Grazie Cristina per il tempo a noi dedicato

Alessio Musella

Cristina Iotti è tra le 6 artiste protagoniste della terza edizione di Figurabilia “Again”

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